È stata una due giorni intensa, partecipata e fortemente simbolica quella andata in scena in Capitanata tra il 10 e l’11 maggio, promossa dalla Rete dei Comitati per la Pace di Puglia e dal Coordinamento Capitanata per la Pace. Due eventi, un unico messaggio: basta guerre, no al riarmo europeo, sì al disarmo e alla giustizia sociale.
“Un mondo in guerra”: il convegno all’Università di Foggia
Sabato pomeriggio, l’Auditorium del Dipartimento di Economia dell’Università di Foggia ha ospitato il convegno “Un mondo in guerra. Le risposte del pacifismo”, con relatori di primo piano del panorama nazionale e internazionale. Tra gli interventi, Isidoro Mortellaro, docente di diritto internazionale, e Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink, che hanno analizzato l’escalation globale dei conflitti e il crescente rischio legato al riarmo europeo sostenuto dalla NATO e dal Governo italiano.
A seguire, il dibattito si è arricchito con le voci di Angelica Romano (Un Ponte Per), Azmi Jarjawi (Comunità palestinese di Puglia e Basilicata), e rappresentanti della CGIL Puglia, con il contributo conclusivo di Flavio Lotti della Fondazione PerugiAssisi. L’evento si è aperto con un sentito ricordo di Cesare Sangalli, giornalista e storico attivista pacifista scomparso tre anni fa proprio in quello stesso Auditorium, durante un acceso intervento contro la guerra.
In mille a piedi fino alla base militare: la Marcia Emmaus-Amendola
Domenica mattina, oltre un migliaio di persone hanno preso parte alla XII Marcia per la Pace da Emmaus all’Aeroporto militare di Amendola, uno dei presidi militari strategici della NATO in Italia, dove sono operativi cacciabombardieri F-35 armabili anche con testate nucleari, oltre a sistemi di controllo e comando per droni da guerra. Una camminata simbolica di 10 chilometri, partita dalla storica Comunità Emmaus in località Torre Guiducci e giunta ai cancelli della base, per ribadire la contrarietà alla militarizzazione del territorio e all’industria bellica.
Il momento più intenso è stato il flash mob finale, con i manifestanti che si sono sdraiati a terra, immobili, al suono di una sirena che simulava un attacco aereo. Un gesto corale e potente, per rappresentare l’assurdità della guerra e il suo effetto devastante sulle popolazioni civili.
La marcia è stata dedicata a Papa Francesco, di cui gli organizzatori hanno ricordato una frase che ha fatto da filo conduttore all’intera manifestazione: “La guerra è una follia, un fallimento dell’umanità”.
Adesioni da tutta Italia
Numerose le realtà aderenti, a partire da storiche organizzazioni pacifiste nazionali come Assopace Palestina, Pax Christi, Peacelink, Centro Gandhi di Pisa, Centro Sereno Regis di Torino, Operazione Colomba, LOC – Lega Obiettori di Coscienza, Un Ponte Per, e tante altre.
La riuscita dei due eventi ha confermato l’esistenza di una maggioranza silenziosa ma determinata, che in Puglia come nel resto d’Italia si oppone alla logica delle armi, alle complicità internazionali nei conflitti, e a un futuro sempre più minacciato da interessi militari e industriali.
“Mobilitarsi dal basso è necessario”
“È proprio questo il momento in cui è urgente mobilitarsi dal basso, nei luoghi della formazione, del lavoro, dell’aggregazione e della fede – hanno sottolineato gli organizzatori – per riaffermare un principio tanto semplice quanto rivoluzionario: la guerra non risolve nulla, peggiora tutto. E chi governa dovrebbe ricordarsene prima di firmare altri assegni miliardari per il riarmo”.
La giornata si è conclusa con un momento conviviale a Emmaus, tra cibo condiviso, racconti e nuovi impegni per le prossime battaglie nonviolente. Perché, come ha detto una manifestante durante la marcia, “non si costruisce la pace in silenzio, ma passo dopo passo, camminando insieme”.









