“Mio marito è stato addormentato con gli psicofarmaci”. È l’accusa grave lanciata sui social dalla moglie del medico Francesco Paolo Palma ripreso in un video virale mentre dormiva alla scrivania del pronto soccorso di Cerignola, a pochi passi da un paziente in barella. Un’immagine che ha fatto il giro del web e che ha riportato alla luce il tema spinoso delle condizioni di lavoro nei reparti d’emergenza. A sollevare il caso è stata La Gazzetta del Mezzogiorno, pubblicando il video e raccogliendo la successiva lettera inviata dagli operatori sanitari al dirigente del pronto soccorso del “Tatarella”, in cui si denuncia “una condizione di disagio grave che si protrae da mesi”, tale da esporre “tutti a rischio di aggressioni”.
La denuncia: “Droga nel tè, poi i video usati come ricatto”
Il medico, al centro della bufera, ha fatto sapere di aver già presentato un esposto in procura “per tentato avvelenamento con l’uso di potenti ansiolitici”, confermando così quanto già diffuso sui social dalla moglie. “C’è un procedimento penale in corso – aveva scritto la donna in un post –. Mio marito veniva addormentato con benzodiazepine nelle bibite che si portava a lavoro. Facevano foto e video e ancora oggi le usano come ricatto”.
Nel post, si fa riferimento anche a “foto e video di vecchia data” e si punta il dito contro “due dottoresse assetate di soldi”, legate al pronto soccorso di San Severo, accusate di avere gestito il presidio come un “b&b”. “Mio marito – concludeva la moglie – ha sempre lavorato con onestà e professionalità perché ama il suo lavoro”.
Ordine dei medici: “Turni estenuanti, servono controlli”
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei medici di Foggia, Pierluigi De Paolis, che ha chiesto un intervento formale al direttore generale dell’Asl di Foggia, Antonio Nigri. “Purtroppo – ha dichiarato De Paolis – la carenza di medici può portare a situazioni in cui turni scoperti vengono affidati anche a chi non è in condizioni di lavorare. L’Asl ha il dovere di verificare e impedire che si ripetano episodi del genere, anche a costo di lasciare scoperti i turni”.
Il contratto nazionale prevede un massimo di 38 ore settimanali, ma chi lavora nei pronto soccorso supera spesso quel limite. “Se si accettano turni aggiuntivi – ha aggiunto De Paolis – bisogna comunque rispettare i tempi di riposo fisiologico, fondamentali per la sicurezza propria e dei pazienti”.
Straordinari fuori controllo: fino a 650 ore al mese
Già nel 2023, alcuni medici del 118 avevano segnalato casi analoghi riguardanti lo stesso dottore, accusandolo di turni massacranti tra Torremaggiore, San Severo e Cerignola, fino a totalizzare circa 650 ore mensili: quasi quattro volte il carico di lavoro ordinario. Ore che, ovviamente, si traducevano in buste paga molto più corpose, alimentando anche tensioni tra colleghi.
Quella segnalazione, tuttavia, non aveva ricevuto risposta. Ora, a distanza di mesi, una nuova lettera degli operatori di Cerignola ha riportato all’attenzione dell’Asl il caso, mentre la direzione sanitaria ha avviato accertamenti interni.
Medico in ferie, possibile visita di idoneità
In questi giorni il medico non è in servizio: è ufficialmente in ferie. Ma, secondo quanto trapela, potrebbe essere a breve sottoposto a una visita da parte del medico competente per valutare l’idoneità al lavoro. Intanto resta sul tavolo l’esposto per tentato avvelenamento, mentre la vicenda, che mescola sanità, carichi di lavoro e accuse inquietanti, rischia di aprire uno squarcio ben più ampio sulle condizioni nei pronto soccorso della provincia di Foggia.
Legale: “Dopo analisi valuteremo se fare nuovo esposto”
Stando a quanto riporta l’Ansa, Palma risulta attualmente sospeso dal servizio su disposizione del direttore sanitario dell’Asl. La conferma arriva dal suo legale, l’avvocato Pio Gaudiano che segue il professionista sanitario fin dal 2023 quando lo stesso fu oggetto di un caso di presunto avvelenamento da benzodiazepine mentre era in servizio al punto di primo intervento di Torremaggiore (2023) e poi nel 2024 quando era in servizio al pronto soccorso di San Severo. Quest’ultimo episodio fu alla base di un lungo ricovero. “Per entrambi gli episodi – sottolinea ancora il legale – sono stati depositati esposti circostanziati in procura e sono in corso indagini preliminari”.
Poi fa sapere che “per il caso attuale attendiamo l’esito degli accertamenti medici, tra cui anche l’analisi del capello per verificare l’eventuale presenza di benzodiazepine e in caso di positività, valuteremo un nuovo esposto in procura”, sottolinea l’avvocato. Intanto il medico si sta muovendo anche sotto il profilo lavoristico, “perché è vero si che è un medico in convenzione ma veniva bersagliato di telefonate per coprire i turni, molto spesso massacranti“, aggiunge il legale. Secondo quanto riferito, infatti, Palma non lavora in regime di dipendenza. È un medico in convenzione del sistema dell’emergenza urgenza. Il 30 aprile – viene ricostruito – esegue il turno di notte al punto di primo intervento di Torremaggiore. Termina la mattina del primo maggio alle 7 e poi alle 14 riprende servizio presso il pronto soccorso di Cerignola dove esegue pomeriggio e notte (durante il quale stando al racconto ha un calo di pressione che lo porta ad un momento di defaillance immortalato) per poi terminare il 2 maggio mattina e partire alla volta di Torremaggiore per eseguire il turno mattutino. “Faremo tutti gli accertamenti dunque per verificare se quanto accaduto a Cerignola sia ancora una volta addebitabile a quella sostanza o solo al forte stress per orari e turni di lavoro disumani“, conclude il legale.










