Alla vigilia della scadenza del suo secondo mandato da presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano consolida un dialogo strutturato con il governo nazionale guidato da Giorgia Meloni, intervenendo su una serie di nomine e strategie che riguardano asset centrali della macchina amministrativa regionale. Un’intesa trasversale che coinvolge i ministeri, i sottosegretari e le aree chiave dello Stato, dai porti all’Acquedotto Pugliese, passando per il teatro Petruzzelli e l’Ilva di Taranto. A darne conto è un’approfondita inchiesta pubblicata da Repubblica Bari.
Porti pugliesi, intesa tra Emiliano e Salvini
Nei giorni scorsi è stata definita la governance delle autorità portuali di Taranto e Bari. A Taranto è stato nominato Giovanni Gugliotti, ex sindaco di Castellaneta e figura vicina alla Lega, con una lunga esperienza nel settore dei rifiuti e delle opere pubbliche. La sua designazione ha avuto il via libera del ministro Matteo Salvini e il consenso del presidente Emiliano.
In parallelo, la nomina per la presidenza dell’autorità portuale di Bari è stata concordata con l’indicazione di Francesco Mastro, avvocato e docente universitario, considerato vicino a Emiliano. Secondo Repubblica Bari, la trattativa è stata condotta direttamente dal governatore e dal suo capo di gabinetto Giuseppe Catalano, senza coinvolgere i parlamentari del territorio.
Resta ora da definire il ruolo dei segretari generali, secondo un criterio di bilanciamento politico non scritto: a Taranto, dove la presidenza è andata a un nome indicato dal governo, dovrebbe insediarsi Floriana Gallucci, ex assessora comunale a Bari e commissaria della Zes ionica. Per Bari, dove la nomina è arrivata da Emiliano, si ipotizzano i nomi dell’ingegnere Francesco Di Leverano, vicino a Forza Italia e FdI, e di Giuseppe Guacci, già dirigente nelle autorità portuali di Taranto e Gioia Tauro.
Petruzzelli, dossier aperto sulla sovrintendenza
Tra i dossier in fase avanzata c’è anche quello della nomina del nuovo sovrintendente del teatro Petruzzelli. Emiliano avrebbe raggiunto un’intesa con i parlamentari di Fratelli d’Italia Marcello Gemmato e Filippo Melchiorre sul nome di Luigi Fuiano, attuale direttore esecutivo del teatro, con un lungo rapporto di collaborazione con il governatore all’interno della Fondazione.
Secondo quanto riferito da Repubblica Bari, sul nome di Fuiano ci sarebbe anche l’assenso del ministro della Cultura Alessandro Giuli, ma il sottosegretario Gianmarco Mazzi starebbe spingendo per una soluzione diversa. I nomi alternativi sul tavolo sarebbero Domenico Muti, figlio del maestro Riccardo Muti, Alberto Triola, ex vertice della Fondazione Arturo Toscanini, e Nazzareno Carusi, pianista con profilo istituzionale. All’interno dell’amministrazione comunale di Bari, inoltre, sarebbero emerse perplessità sulla figura di Fuiano.
Acquedotto pugliese, ancora in sospeso una nomina
L’equilibrio istituzionale tra governo e Regione si estende anche all’Acquedotto Pugliese, dove è in corso il rinnovo del consiglio d’amministrazione. È già stata definita la nomina dell’avvocato Luciano Ancora, indicato da Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e considerato molto vicino al commissario europeo Raffaele Fitto.
Resta ancora vacante la casella lasciata da Francesco Crudele, ex sindaco di Capurso e oggi presidente di Aseco. Emiliano potrebbe confermare Domenico Laforgia, che ha già smentito le voci su un suo possibile avvicendamento. In alternativa, circola il nome di Vito Cozzoli, attuale amministratore delegato di Autostrade dello Stato, pugliese ed ex capo di gabinetto al Mise, gradito anche ai vertici governativi.
Ilva, verso l’accordo sull’AIA
Un altro fronte riguarda l’Ilva di Taranto, su cui negli anni passati Emiliano ha avuto scontri accesi con i governi di centrosinistra e centrodestra. Secondo quanto ricostruito da Repubblica Bari, l’intesa in fase avanzata prevede una Autorizzazione Integrata Ambientale che consentirà di aumentare la produzione a sei milioni di tonnellate di acciaio annue.
L’accordo, tuttavia, ha sollevato la protesta delle associazioni ambientaliste. Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink, ha denunciato che il provvedimento “si dimentica completamente della decarbonizzazione”, elemento che in passato era stato indicato come centrale dalla stessa amministrazione Emiliano.
Un rapporto istituzionale sempre più stretto
I contatti tra Emiliano e l’esecutivo Meloni si stanno facendo sempre più frequenti e strutturati. Le nomine condivise, le intese sulla gestione delle partecipate e gli orientamenti comuni su grandi vertenze industriali indicano un cambio di approccio, che Repubblica Bari descrive come il segnale di un patto istituzionale in piena evoluzione. Un’intesa che potrebbe incidere anche sulle dinamiche politiche regionali in vista delle prossime elezioni.












