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Home - “Sta nel bagno, le ho tolto la vita”: l’audio che svela l’orrore del femminicidio di Lucia Chiapperini

“Sta nel bagno, le ho tolto la vita”: l’audio che svela l’orrore del femminicidio di Lucia Chiapperini

Colpita con 22 forbiciate dal marito Vincenzo Visaggi, che ha poi tentato il suicidio. L'audio delle telecamere racconta l'intera aggressione. Indagini coordinate dalla pm Angela Morea

Di Redazione
19 Aprile 2025
in Bari, Cronaca
Vincenzo Visaggi

Vincenzo Visaggi

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C’è un audio che racconta l’orrore, che restituisce le urla, le accuse, la disperazione e infine il silenzio. È quello registrato dalle telecamere di sorveglianza installate all’esterno della villetta in via Libertà a Mariotto, frazione di Bitonto, dove nella mattinata del 18 aprile si è consumato l’ennesimo femminicidio. La vittima è Lucia Chiapperini, 74 anni, uccisa con 22 colpi di forbice dal marito Vincenzo Visaggi, 75 anni, che dopo averla massacrata ha tentato il suicidio. A raccontare la scena, stavolta, non sono solo testimoni o ricostruzioni ipotetiche: la scena si ascolta nitidamente nell’audio estratto dalle telecamere, che pur non riprendendo visivamente il delitto, ne documentano i momenti cruciali attraverso il sonoro.

Secondo quanto ricostruito da la Repubblica Bari, alle 11.09 del Venerdì Santo Visaggi chiama il 112 e ammette: “Senti, io mi sto per togliere la vita. Ho tolto la vita a mia moglie, sta nel bagno”. Al loro arrivo, carabinieri e operatori del 118 trovano Lucia senza vita, distesa sul pavimento. L’arma usata è una forbice da casa, la stessa con cui l’uomo si è provocato ferite al petto nel tentativo, fallito, di togliersi la vita. Dopo il passaggio in ospedale, è stato trasferito in carcere.

L’audio che accusa

Le frasi registrate – e acquisite agli atti dell’indagine coordinata dalla pm Angela Morea – sono agghiaccianti. La telecamera di sorveglianza capta chiaramente le urla: quelle di Visaggi che inveisce con la moglie accusandola, secondo quanto emerge, di presunti tradimenti; e quelle di Lucia che tenta di calmarlo, lo invita a ragionare, fino a chiedere aiuto mentre viene colpita ripetutamente. Poi un lungo silenzio. Gli investigatori ritengono che, in quegli istanti, l’uomo abbia assistito alla lenta agonia della donna, senza prestarle soccorso. Solo quando era ormai morta, ha chiamato i soccorsi.

Le tensioni familiari e la paura prima dell’omicidio

Un altro elemento determinante per l’inchiesta arriverebbe dalle testimonianze dei figli della coppia. Due di loro hanno confermato le tensioni familiari in atto da tempo, soprattutto a causa di questioni economiche legate all’eredità lasciata dal padre di Lucia. Nei giorni precedenti al delitto, la donna aveva deciso di lasciare casa e rifugiarsi da una figlia, proprio in seguito all’ennesimo litigio e a una minaccia con un coltello. Il 18 aprile, contro il consiglio dei figli, è tornata nell’abitazione di famiglia per cercare un dialogo. Ma appena varcata la soglia, l’aggressione è iniziata.

Indagini in corso, il processo attende

Vincenzo Visaggi, che ha confessato il delitto, è attualmente detenuto in attesa delle valutazioni sul suo stato psichiatrico e sulle condizioni fisiche dopo il tentativo di suicidio. Il materiale audio-video, insieme alle testimonianze e agli esiti medico-legali, costituisce il cuore del fascicolo della procura di Bari.

Un femminicidio brutale, senza margini di ambiguità, che si è consumato nella casa dove Lucia Chiapperini aveva vissuto gran parte della sua vita. In un luogo che, per lei, avrebbe dovuto essere rifugio e che invece si è trasformato nella sua trappola mortale.

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Tags: BitontoLucia Chiapperini
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