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Home - Roseto Valfortore, 179 anni di fede: la secolare processione del Venerdì Santo tra arte, storia e devozione

Roseto Valfortore, 179 anni di fede: la secolare processione del Venerdì Santo tra arte, storia e devozione

Oltre cinquanta figuranti, statue antiche, tredici Giudei a cavallo e bambini in bianco: il borgo si stringe attorno al rito che unisce generazioni e commuove l’intera comunità

Di Redazione
7 Aprile 2025
in Eventi, Lucera e Monti Dauni
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Roseto Valfortore si prepara a vivere uno degli eventi religiosi più suggestivi e antichi del Sud Italia: la Processione del Venerdì Santo, giunta quest’anno alla sua 179esima edizione. Una celebrazione che unisce devozione, storia e arte, coinvolgendo l’intera comunità in un momento di profonda spiritualità.

La processione, che si svolge nella mattinata del Venerdì Santo, rappresenta la Passione di Cristo con una straordinaria fedeltà storica e una forte carica emotiva. Oltre cinquanta figuranti prendono parte alla sacra rappresentazione, con l’eccezione di tre figure cardine: Gesù, impersonato da una statua in cartapesta, la Madonna e San Giovanni, statue che appartengono all’antica arte napoletana della “conocchia” (tecnica scultorea che prevede la realizzazione separata di testa, braccia e piedi, collegati poi da una struttura di legno e vestiti con abiti pregiati).

Una delle particolarità più affascinanti della processione è il percorso in salita, che diventa metafora della Via Crucis e del sacrificio di Cristo. Il corteo è accompagnato dalla banda musicale del paese, che esegue l’inno composto dal maestro Donatelli nel 1882, un brano solenne che viene suonato esclusivamente in questa occasione, conferendo all’evento un’atmosfera unica e toccante.

Un elemento distintivo della processione di Roseto Valfortore è la presenza dei tredici soldati romani a cavallo, noti come “i Giudei”, che scortano la statua del Cristo lungo il tragitto. Durante il percorso si aggiungono i vari personaggi della Via Crucis, tra cui la Veronica, che con il suo velo asciuga il volto di Cristo, San Giovanni e le tre Marie.

Un aspetto singolare e profondamente legato alla tradizione è il meccanismo dell’asta pubblica, attraverso il quale vengono assegnati i ruoli principali della rappresentazione, come la Veronica, i soldati romani e le tre Marie. Anche i bambini svolgono un ruolo fondamentale: vestiti di bianco, portano i simboli della Passione di Cristo, tra cui il gallo, i chiodi, il calice e le scalette, contribuendo a rendere ancora più suggestiva la celebrazione.

Uno dei momenti più solenni e commoventi è la rappresentazione della sepoltura del Cristo, quando viene portata in processione “La Tomba”, un catafalco alto cinque metri trasportato a spalla da dodici portantini. In cima alla struttura, alcuni bambini vestiti da angioletti simboleggiano la presenza celeste, aggiungendo un tocco di straordinaria bellezza e spiritualità.

La Processione del Venerdì Santo non è solo un rito religioso, ma un evento che rinsalda il legame tra i rosetani e le loro radici. Ogni anno, decine di famiglie originarie di Roseto Valfortore, ma residenti in altre parti d’Italia e del mondo, tornano nel borgo per assistere a questa celebrazione unica, testimonianza di una tradizione che attraversa le generazioni.

Tra fede e tradizione, la comunità di Roseto Valfortore continua a custodire e tramandare questo rito secolare, rinnovando ogni anno la propria devozione in una delle rappresentazioni più emozionanti della Settimana Santa.

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Tags: Roseto
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