È stato un blitz fulmineo quello dei carabinieri che, il 12 febbraio scorso, hanno fatto irruzione in un appartamento di via Crispi, trasformato in una vera e propria centrale dello spaccio. La notizia è stata diffusa ieri, a dodici giorni dall’operazione, che ha portato all’arresto di Abramo Procaccini, 30 anni, Simone La Penna, 20 anni, e Elio D’Agrosa, 23 anni.
L’indagine è scattata dopo numerose segnalazioni dei residenti, che avevano notato un continuo via vai di tossicodipendenti a qualsiasi ora del giorno e della notte. Gli investigatori hanno monitorato la situazione fino al pomeriggio del 12 febbraio, quando hanno deciso di intervenire dopo aver visto un uomo entrare e un altro uscire dall’abitazione.
La droga nel water e il borsello sul tetto
Secondo quanto riportato dai carabinieri, al momento dell’irruzione La Penna ha cercato di chiudere la porta e avvisare i complici dell’arrivo delle forze dell’ordine, ma l’azione dei militari ha impedito ogni tentativo di fuga. Una volta all’interno, gli investigatori hanno identificato sei assuntori di droga, uno dei quali ha provato a scappare dal balcone. Un altro aveva con sé una dose di hashish, che ha consegnato spontaneamente.
Parte dello stupefacente è stata rinvenuta nel water, probabilmente in un tentativo disperato di farlo sparire. Inoltre, un borsello contenente circa 650 euro è stato lanciato su un tetto all’arrivo dei militari, ma è stato recuperato grazie all’intervento dei vigili del fuoco.
La perquisizione ha portato al sequestro di 180 grammi di hashish (sufficienti per ricavare oltre 3.400 dosi), una dozzina di grammi di marijuana, alcuni grammi di cocaina, bilancini di precisione, bustine per il confezionamento e bicarbonato, utilizzato per tagliare la droga. Oltre alla sostanza stupefacente, i carabinieri hanno trovato anche due mazze da baseball, un taser, un passamontagna e due pistole giocattolo, che – secondo l’accusa – servivano a presidiare l’attività di spaccio.
Il sistema di videosorveglianza e l’organizzazione dello spaccio
L’appartamento di via Crispi era dotato di un sistema di videosorveglianza con otto telecamere, posizionate per monitorare l’accesso allo stabile e le strade circostanti. Gli inquirenti ritengono che i tre arrestati avessero ruoli ben definiti: Procaccini, in possesso delle chiavi dell’abitazione, avrebbe gestito il flusso di clienti e coordinato l’attività di vendita, mentre D’Agrosa e La Penna si sarebbero occupati direttamente della cessione delle sostanze.
Le testimonianze dei clienti hanno confermato la dinamica dello spaccio. Uno di loro ha raccontato di aver acquistato cocaina e crack più volte, mentre un altro ha riferito di aver consumato droga direttamente nell’appartamento, pagando 10 euro per una dose di hashish e 20 euro per la cocaina.
Il giudice: “Tendenza a delinquere”
Dopo gli interrogatori di garanzia, in cui gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, il giudice per le indagini preliminari Francesca Mannini ha convalidato gli arresti, accogliendo la richiesta del pubblico ministero. Per Procaccini è stata disposta la detenzione in carcere, mentre D’Agrosa e La Penna sono stati posti agli arresti domiciliari.
Secondo il gip, la disponibilità di droga, denaro contante e un appartamento destinato esclusivamente allo spaccio dimostrano la propensione dei tre arrestati a delinquere e la loro appartenenza a circuiti criminali. Inoltre, viene evidenziato come l’attività illecita rappresentasse la principale fonte di sostentamento per gli indagati.
L’avvocato che assiste i tre foggiani, aveva chiesto i domiciliari per Procaccini e la remissione in libertà per gli altri due imputati, ma il giudice ha respinto l’istanza, ritenendo che il quadro indiziario fosse solido e che ci fosse il rischio di reiterazione del reato.









