Nel corso dell’udienza preliminare del processo “Giù le mani”, le difese degli imputati hanno avanzato diverse eccezioni e contestazioni riguardo alle accuse mosse dalla Procura. In particolare, gli avvocati dell’ex sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice, hanno sottolineato che un eventuale rinvio a giudizio potrebbe avere effetti devastanti sulle attività imprenditoriali del loro assistito.
Le difese hanno inoltre evidenziato l’assenza di patti corruttivi tra gli imputati, mettendo in discussione la solidità delle prove presentate dall’accusa. Un punto cruciale riguarda il ristorante “Guarda che Luna”: gli avvocati hanno sollevato dubbi sulla legittimità delle indagini, sottolineando un possibile conflitto d’interessi derivante dal coinvolgimento del marito dell’avvocato del Comune, Totaro nelle stesse. Inoltre, sono state sollevate perplessità sulla fedeltà delle trascrizioni delle intercettazioni, con presunte discrepanze che potrebbero inficiare la validità delle prove.
Un altro aspetto critico riguarda l’identità dei presunti stipulanti del patto per l’abbattimento del ristorante “Guarda che Luna”. Le difese si interrogano su chi avrebbe realmente concordato tale operazione, considerando che esisteva un’attestazione dell’ingegnere Antonicelli (ex dirigente del Comune di Manfredonia) che potrebbe contraddire la tesi accusatoria. Inoltre, è stato messo in discussione il ruolo di un poliziotto che avrebbe effettuato registrazioni con l’obiettivo di allontanare alcuni legali dai titolari del ristorante, causando tensioni interne. Il poliziotto sembrava ad un passo dal trasferimento ma è poi rimasto a Manfredonia.
Particolarmente significativa è la posizione della difesa di Michele Romito, che ha richiesto espressamente lo svolgimento del processo per far emergere la verità sui reali motivi che hanno portato all’abbattimento della struttura, sostenendo che non sussistevano i presupposti per tale azione. Gli avvocati hanno preannunciato l’intenzione di convocare in aula alte cariche dello Stato, tra cui il prefetto, per chiarire determinate condotte e fare luce su vicende correlate.
La prossima udienza è fissata per il 24 marzo 2025, data in cui il Tribunale di Foggia deciderà sul rinvio a giudizio dei nove imputati coinvolti nell’inchiesta “Giù le mani”. L’esito di questo procedimento potrebbe avere ripercussioni significative sia sul panorama politico locale che sulla gestione della cosa pubblica a Manfredonia.










