Un incidente mortale con la moto, che le ha fatto vivere l’esperienza di essere una sopravvissuta, la pandemia, un viaggio spirituale in India e il lutto per la perdita del padre.
Sono questi i quattro snodi, le quattro tappe esistenziali, che hanno indotto Magda Karwowska, nata in Polonia, ma ormai italiana e foggiana d’adozione, insegnante di Yoga, Pilates e Mental Training, a scrivere le sue sensazioni su carta. Ne è emerso un libro dal forte impatto motivazionale e di crescita, dal titolo “Riflessione sulla vita. Un viaggio interiore”.
La presentazione del primo testo di Magda, lo scorso sabato a Palazzo Dogana, è stato un successo di pubblico e partecipazione. Tantissimi allievi, conoscenti e curiosi si sono approcciati al suo pamphlet. Il libro parte da una necessità molto sentita nella psicologia della narrazione, che lavora sul racconto dell’Io, ma poi entra in qualcosa che supera il contorno diaristico perché non solo abbraccia il silenzio ma fa spazio all’intuizione.
Come nel verso molto famoso di Franco Battiato, “il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”, anche per Karwowska è il dolore ad apre alla profonda conoscenza.
Il Premio Nobel Eric Kandel parla della memoria come una colla che tiene insieme la nostra vita mentale e dà un senso di continuità alle nostre vite. Allo stesso tempo però nel suo libro l’insegnante ha sperimentato che la memoria ingabbia la percezione della realtà e le reazioni che potremmo avere nei confronti di nuovi avvenimenti.
Parla di “immagini memorizzate” che influenzano spesso negativamente le nostre reazioni portandoci a vivere sempre le stesse esperienze. Una evoluzione del mito della caverna di Platone. Come si può evitare di vivere sempre nello stesso copione?
La scrittrice si è messa a nudo nel corso della presentazione raccontando a lungo del suo travagliato rapporto col padre. “Viviamo di memoria – ha rimarcato l’autrice -. La nostra vita è piena di ricordi e così quando viviamo una nuova esperienza, non lo è affatto nuova. Probabilmente cambia il tempo, il luogo, la persona, l’argomento, ma l’evento che sperimentiamo dentro di noi è sempre lo stesso. Ogni esperienza viene vissuta attraverso le percezioni e le emozioni. Se per ogni emozione memorizziamo la stessa percezione, l’esperienza si ripete”. Andare oltre il conosciuto. Come si fa? “Si possono vivere le esperienze come qualcosa di realmente nuovo? Certo che sì, si può. Bisogna dare spazio alle nostre sensazioni, non ai nostri pensieri. Pensiero tende ad analizzare, confrontare, ricordare, catalogare. Pensiero cerca l’ordine, la misura, definizione e determinazione, vuole qualcosa di contenuto, finito. La prossima volta quando ti troverai di fronte ad un tramonto non giudicarlo, non paragonarlo, non ricordarlo, semplicemente vivilo”.
Nel libro Magda cita spesso il concetto di limite. Sia come argine e sia come routine a cui ci adattiamo vivendo in superficie. L’annullamento del limite, scrive, ci porta ad essere centrati e a vivere le emozioni. Nel suo lavoro di insegnante di yoga ed esperta di ginnastica posturale conosce quanto grande è il potenziale inespresso del nostro corpo. Se è vero che è più facile rimanere bloccati anziché evolvere, per Magda è essenziale darsi degli obiettivi e tentare con tutte le proprie forze di raggiungerli e superarli.
“La bellezza di un libro sta nel fatto che non finisce mai quando l’ultima pagina è letta… continua a vivere attraverso chi lo legge, chi lo ascolta, chi lo ama. Con la vostra generosità e il vostro calore, avete contribuito a far sì che questo libro non fosse solo mio, ma anche vostro”, ha detto al termine della serata davanti ai suoi tanti allievi e allieve.









