L’aumento delle rette delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) in Puglia sta creando un forte allarme tra le famiglie dei pazienti, soprattutto tra coloro che assistono malati di Alzheimer e altre forme di demenza. La questione, sollevata dal consigliere regionale Antonio Scalera (La Puglia Domani), approderà mercoledì 13 febbraio in III Commissione Sanità, dopo la richiesta ufficiale presentata dallo stesso Scalera il 27 gennaio scorso.
L’adeguamento delle tariffe imposto dalla Regione ha portato a un incremento della quota di partecipazione delle famiglie che oscilla tra il 30% e il 50%, costringendo molti nuclei già in difficoltà economica a farsi carico di spese inaspettate e arretrati che, in alcuni casi, raggiungono cifre comprese tra 7mila e 11mila euro.
Scalera: “Un impegno economico insostenibile”
“La situazione sta diventando insostenibile per le famiglie, già provate emotivamente ed economicamente dalla gestione dei propri cari – ha dichiarato Scalera –. Molte di loro non sanno dove reperire il denaro necessario per far fronte a questi aumenti. Il problema non è più rinviabile e per questo ho chiesto un’audizione urgente in Commissione Sanità”.
Alla discussione in programma per il 13 febbraio parteciperanno anche le associazioni dei malati di Alzheimer, i rappresentanti dell’Assessorato regionale alla Sanità e i direttori generali delle ASL pugliesi, chiamati a fornire chiarimenti sulle motivazioni e sulle eventuali soluzioni per ridurre l’impatto dell’aumento sulle famiglie.
Un tema delicato e non più rinviabile
Il tema del sostegno alle famiglie con anziani non autosufficienti è da tempo al centro del dibattito politico regionale. L’aumento delle tariffe nelle RSA, senza misure compensative adeguate, rischia di lasciare molti malati senza alternative assistenziali, costringendo le famiglie a scelte drastiche, tra indebitamento e difficoltà a garantire un’adeguata assistenza ai propri cari.
La seduta della III Commissione Sanità sarà dunque un passaggio cruciale per cercare di trovare una soluzione sostenibile che non penalizzi ulteriormente chi già vive una situazione di fragilità economica e sociale.












