La radio è più liquida ma ancora capace di connettersi con le nuove generazioni. Parola di Savino Zaba, conduttore radiofonico Rai che ha mosso i suoi primi passi nelle radio private della città mascaniana e che oggi è direttore artistico del Teatro Mercadante.
Per “In Onda Marconi” il programma di celebrazioni che il Liceo Scientifico Guglielmo Marconi di Foggia ha dedicato ai 100 anni della radio e ai 150 dalla nascita dello scienziato, Zaba, con già 38 anni di carriera alle spalle, ha portato il suo fortunato libro “Cent’anni di compagnia”.
La prima trasmissione in Italia è arrivata il 6 ottobre del 1924, la radio ha rapidamente imparato a parlare al singolo individuo, regalandogli divertimento, cultura, informazione. Ha creato comunità, dibattito, scambi, con decenni di anticipo rispetto a quello che fa oggi la rete. Se podcast e app su cui ascoltare musica consentono di ritagliarsi una bolla fatta di cose che si amano, solo la radio permette di entrare in contatto con la realtà nella sua immediatezza, con le mode, le notizie, raccontate, in modo scherzoso o serio, dai professionisti della voce. Con il loro linguaggio inizialmente “elevato” e formale e poi sempre più vicino a quello della gente, soprattutto per merito di alcuni programmi come “Bandiera gialla” e “Alto gradimento”.
Con la prefazione di Renzo Arbore e la postfazione di Claudio Cecchetto, Savino Zaba ripercorre le tappe più importanti di una storia che si intreccia con quella del Paese, dalla propaganda nel Ventennio fascista, alle fantasie futuriste della “Radia”, alla radio come fidato mezzo di informazione durante la guerra, all’annuncio di Corrado del 25 aprile 1945 “La guerra è finita”, alla nascita delle emittenti libere, minuscole realtà locali di esuberante vivacità, in continua espansione negli anni Settanta.
Zaba dialogando con alcune classi del liceo foggiano ha suggerito ai ragazzi e alle ragazze di inseguire sempre i propri sogni.









