Vincenzo Parisi, figura storica della mafia foggiana conosciuta come “Società Foggiana”, è stato recentemente inserito dall’Europol nella lista dei latitanti più pericolosi d’Europa. Considerato un criminale armato e pericoloso, Parisi è stato condannato all’ergastolo per un duplice omicidio avvenuto con premeditazione, ma la sua vera sorte resta avvolta nel mistero.
Parisi, accusato di aver assassinato Filippo Russo e Franco Cavazzuti, è stato giudicato colpevole di un efferato crimine avvenuto per motivi futili. Secondo la ricostruzione, le vittime furono freddate con colpi di pistola sparati da una calibro 38 Astra. Per compiere il delitto, Parisi si servì di un’arma detenuta illegalmente e di una carta d’identità rubata e falsificata per sfuggire alla giustizia.
Un fondatore della “Società Foggiana”
Vincenzo Parisi è ritenuto uno dei fondatori della Società Foggiana, una delle organizzazioni mafiose più temibili del Mezzogiorno italiano. Nata negli anni ’80, la mafia foggiana ha consolidato il suo potere con metodi violenti, sfruttando il controllo del territorio e il traffico di droga. Parisi ha rappresentato un punto di riferimento per la struttura criminale, giocando un ruolo centrale nella sua ascesa.
Il mistero della lupara bianca
Nonostante la sua fama e la recente menzione da parte dell’Europol, la figura di Parisi è avvolta da un alone di mistero. Per molti addetti ai lavori, il boss sarebbe già morto da tempo, almeno a metà anni ’90, vittima di lupara bianca, una modalità di omicidio utilizzata in ambito mafioso per far sparire ogni traccia del corpo. La mancanza di conferme ufficiali alimenta le speculazioni, ma la sua presunta morte non ha mai trovato riscontro nelle indagini.
Di recente il pentito Patrizio Villani, ex killer del clan Sinesi-Francavilla, ha dichiarato agli inquirenti: “Parisi è stato ucciso, tuttora oggi non si sa che fine ha fatto. È stato ucciso a tradimento in una campagna. Mario Romito l’ha sparato alla testa. Poi sono andati gli altri foggiani e il corpo l’hanno disperso. Non è vero che vengono dati sempre in pasto ai maiali, i maiali quelli se li mangiano loro, figurati se quelli mettono le persone a dare a mangiare ai maiali, in quella campagna. I corpi vengono dispersi, poi la natura là fa il resto sul Gargano. Vengono fatti a pezzi“.
A l’Immediato un altro pentito rivelò: “Avevamo a che fare con Franco Coco Trovato, boss calabrese, storico alleato di Roberto Sinesi. Io lavoravo per lui e Vincenzo Parisi, uno dei primi capiclan di Foggia, vittima di lupara bianca. Ucciso da una famiglia garganica, probabilmente per rendere un favore a Rocco Moretti, suo acerrimo nemico dell’epoca insieme a Vito Bruno Lanza“. Ma non si esclude che Parisi, talmente potente da aver avuto contatti persino con il clan dei marsigliesi, possa essere stato ucciso per agevolare la ‘ndrangheta. Leggende? O solide realtà? Il mistero continua.
Un simbolo della criminalità organizzata
L’inclusione di Parisi tra i latitanti più pericolosi d’Europa testimonia l’impatto che la sua figura continua ad avere nel panorama criminale. La Società Foggiana, nonostante la morte o la cattura di molti suoi esponenti di spicco, rimane un’organizzazione pericolosa e radicata, che continua a influenzare la vita sociale ed economica del territorio pugliese.
L’Europol invita chiunque abbia informazioni su Vincenzo Parisi a segnalarle alle autorità competenti. Tuttavia, la domanda rimane aperta: il boss è ancora vivo e in fuga, oppure la sua storia si è già conclusa nel silenzio dei codici mafiosi?











