Il ritorno del mulo, attraverso strategie europee mirate alla sua conservazione, è un esempio chiaro di come un patrimonio storico e culturale possa essere valorizzato per proteggere la biodiversità. Ben presto il mulo tornerà anche alle Isole Tremiti.
Il mulo non rappresenta solo una risorsa genetica, ma anche un simbolo della storia rurale europea e un esempio di sostenibilità ambientale, con un impatto positivo sui paesaggi e sugli ecosistemi in cui viene reintegrato. Nel vicino Molise, a Guardialfiera, l’Associazione Italia Muli Montati, ha organizzato una manifestazione a livello nazionale con la partecipazione di cavalieri provenienti da Molise, Puglia, Abruzzo, Campania, Lazio e Toscana, i quali hanno percorso l’anello del Liscione, tra le province di Campobasso e di Foggia, per circa 45 chilometri.
“Un nuovo inizio – raccontano gli organizzatori dell’associazione – per rivalutare luoghi ed itinerari a dorso di mulo che fin dai tempi antichi è stato l’animale che ha accompagnato l’uomo dalle guerre ai lavori in agricoltura. Ora viene rivalutato come animale da compagnia, trekking e sport, migliorandolo con incroci di cavalli da sella per renderlo il più sportivo possibile ma conservando le caratteristiche originali della sua affidabilità, resistenza e rusticità. Organizzeremo varie manifestazioni presenti sul tutto il territorio nazionale al fine di proporre un’ esperienza equestre innovativa. Un ringraziamento particolare alle scuderie che ci hanno ospitato e a Luigi Petrarca e Giuseppe Berardone”. E dopo esattamente un secolo, Salvo Pipino, operatore turistico delle Isole Tremiti riporterà il suo mulo Fortunato sulle mulattiere dell’isolotto di San Nicola dove presto sarà battezzato.










