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Home - La tecnologia per ritrovare i bimbi smarriti sul litorale di Vieste. “È come un grande fratello collettivo”

La tecnologia per ritrovare i bimbi smarriti sul litorale di Vieste. “È come un grande fratello collettivo”

Scocco: "Con due semplici click si attiva in contemporanea tutto il personale al lavoro in spiaggia: oltre 300 occhi a vigilare e a cercare il bambino scomparso"

Di Saverio Serlenga
11 Settembre 2024
in Cronaca, Gargano, Immediato TV
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Oggi per ritrovare i bambini smarriti sulle spiagge del litorale di Vieste entra in funzione la tecnologia, ma nella città garganica già nel 1951 esisteva un metodo analogo anche se meno innovativo. Da alcuni anni, grazie alla tecnologia, l’ingegnere Antonio Scocco, presidente del Motoclub Gargano e responsabile del servizio di Protezione e Prevenzione infortuni del Comune di Vieste, ha avviato presso il Lido 3 Stelle un servizio che non ha eguali in Italia: Sos bimbi in spiaggia. Un bambino si perde in spiaggia? Basta un messaggio su whatsapp e parte la mobilitazione.

“Una sorta di ‘grande fratello collettivo’ – racconta Scocco – con centinaia di occhi a vigilare e controllare la spiaggia, ed un unico sistema di comunicazione: l’applicazione Whatsapp  per allertare in tempo reale bagnini e forze dell’ordine. Il sistema è semplice ed a costo zero, analizzato con il metodo SWOOT per individuarne criticità e vantaggi: tutti i bagnini e tutto il personale degli stabilimenti balneari della nostra costa divisa in zona nord e zona sud e zona centro sono inseriti rispettivamente in tre gruppi su WhatsApp. Se una famiglia ‘perde’ il bambino o si allontana troppo, verrà avvisato in tempo reale tutto il personale, dando indicazioni sul nome del bimbo, età, corporatura, colore del costume, eventuale foto e ogni altro particolare per renderlo riconoscibile. Così, con due semplici click, si attiva in contemporanea tutto il personale al lavoro in spiaggia: oltre 300 occhi a vigilare e a cercare il bambino scomparso. A quel punto chiunque sta lavorando sulla spiaggia si attiva e si concentra sulla ricerca estesa anche al confine del lido balneare con la viabilità stradale. Nel giro di pochi minuti il bambino salta fuori, viene riportato allo stabilimento di provenienza e finalmente torna tra le braccia di mamma e papà, o dei nonni. Rapidità, efficienza, tempestività dell’intervento sono servizi che, in caso di bisogno, fanno vivere questi brutti momenti alle famiglie con meno ansia. Ogni stabilimento balneare ha affisso una locandina che pubblicizza il servizio. I tempi di ricerca si attestano intorno ai 10-15 minuti dall’invio della segnalazione, dopo 30 minuti di inutili ricerche vengono allertate le forze dell’ordine: con ogni probabilità il bambino si è allontanato dall’arenile.

L’idea non è nuova per Antonio Scocco, anzi fa parte di un retaggio familiare: suo padre che nel lontano 1951 dette il via all’imprenditorialità balneare di Vieste con il primo stabilimento balneare “Lido Pace” sull’arenile del lungomare Europa, registrava molto spesso l’allontanamento di bambini dal lido balneare i quali in genere venivano poi ritrovati dopo molte ore dai pescatori, presso l’area portuale. La soluzione a portata ottica: veniva issata una bandiera gialla per comunicare ai pescatori l’allontanamento di un bambino, con tempi di ritrovamento accettabili. Il servizio nasce per i bambini ma non è ovviamente destinato solo a loro. “È stato possibile, ad esempio, ricorrere al tam tam su WhatsApp anche per un anziano, ovvero ritrovare un cagnolino smarrito grazie a questo sistema. Si tratta in definitiva di un ulteriore servizio che può elevare ancora la qualità dei nostri stabilimenti balneari e che certamente ha contribuito all’assegnazione della Bandiera Blu al Comune di Vieste nel 2024”. “Quanti bambini abbiamo ritrovato con questo sistema? 80”.

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Tags: Vieste
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