Villaggi turistici pieni, ristoranti vuoti. Meno gente nei paesi. Gli ospiti preferiscono restare nei residence dove hanno la possibilità di cucinare in proprio. Sul Gargano, come nel resto della provincia e della Regione, non è stata una stagione estiva esaltante per la ristorazione. Evidentemente la maggior parte dei vacanzieri ha un potere di acquisto inferiore rispetto allo scorso anno, e opta per un piatto di spaghetti nel villaggio vacanze. In paese si va molto meno e se si va ci si limita ad un trancio di pizza o un gelato. Andare al ristorante è diventato un lusso.
“Tutto vero – ci dice Leonardo Vescera, noto chef del Ristorante Capriccio di Vieste e referente Confcommercio settore ristorazione -. La crisi c’è e si attesta intorno ad un meno 30%, per essere buoni, rispetto allo scorso anno. Ma attenzione, non riguarda solo Vieste e il Gargano, ma tutto il Paese. La gente non ha più soldi, va al risparmio. Lo noto dalle grandi bottiglie di vino che non si vendono più. In tanti attribuiscono le colpe a noi ristoratori per aver aumentato i prezzi, senza considerare che i primi a subire l’aumento dei prodotti siamo stati noi operatori. La ristorazione è tornata ad essere un bene di lusso, non è più un piacere. Siamo arrivati al punto che chi viene nel ristorante ti chiede un antipasto in due e due calici di vino. Cosa fare? Un bravo imprenditore deve essere bravo ad adeguarsi a quelli che sono i cambiamenti della clientela, cercando di fare dei menu con dei food cost più economici. Per quanto mi riguarda lavoro bene con la piccola pesca e con i prodotti dell’orto. Anche i vini hanno subito un vistoso calo nelle vendite, si punta sulle etichette locali che hanno prezzi più contenuti”.












