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Home - “Grande Carro”, processo al nipote del boss foggiano. Verso la prescrizione i “colletti bianchi” coinvolti nell’inchiesta

“Grande Carro”, processo al nipote del boss foggiano. Verso la prescrizione i “colletti bianchi” coinvolti nell’inchiesta

Alla sbarra il nome più altisonante è quello di Donato Delli Carri, tra i sicari di Panunzio nel 1992. Truffe all'Ue tra le accuse, ma i fatti contestati risalgono ad un periodo tra il 2013 e il 2017

Di Redazione
28 Maggio 2024
in Cronaca, Foggia
Donato Delli Carri; sullo sfondo, il video dell'operazione dei carabinieri del 2020

Donato Delli Carri; sullo sfondo, il video dell'operazione dei carabinieri del 2020

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Prescrizione assicurata per alcuni colletti bianchi coinvolti nel processo antimafia “Grande Carro” che vede alla sbarra alcuni componenti del clan Delli Carri, costola della batteria della “Società Foggiana”, Sinesi-Francavilla. Principale imputato il 55enne Donato Delli Carri, uno dei killer di Giovanni Panunzio, l’edile ucciso il 6 novembre 1992. Delli Carri è nipote di Roberto Sinesi, uno dei capi storici della mafia di Foggia.

In questo procedimento sono contestati numerosi reati: associazione di tipo mafioso, riciclaggio, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione illegale di armi/esplosivi e le truffe per il conseguimento di erogazioni pubbliche anche con riferimento a quelle UE. Il processo si è sdoppiato tra rito abbreviato a Bari – in cui ci sono già state le condanne di primo grado – e ordinario in corso a Foggia, dove è imputato Delli Carri.

Ben 36 le presunte truffe aggravate ai danni dell’Ue messe in atto – stando all’accusa – attraverso funzionari compiacenti della Regione Puglia e dell’ispettorato provinciale agricoltura di Foggia.

Sono accusati a vario titolo di truffa aggravata e falso ideologico quattro persone all’epoca dei fatti funzionari dell’ispettorato provinciale agricoltura di Foggia deputati all’istruttoria di finanziamenti comunitari e funzionari regionali addetti ai contributi agricoli. Ma gli episodi relativi alle presunte truffe – prescrizione sette anni e mezzo – sono tutti molto datati, tra il 2013 e il 2017.

Già tre anni fa la metà dei capi di imputazione venne archiviata tra prescrizione e infondatezza delle accuse. Dopo ci fu il rinvio per 26 persone con sdoppiamento tra abbreviato e ordinario.

Diversi liberi professionisti sono invece accusati di falso ideologico per aver attestato falsamente, a seguito di controllo della rendicontazione analitica degli acquisti ammessi a contributo, una spesa complessiva non vera. Prossima udienza a luglio per gli ultimi testi dell’accusa. Il dibattimento è ancora a metà del percorso. Sentenza lontana.

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Tags: Delli CarriGrande Carro
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