Il Tribunale di Foggia, collegio E presieduto dal giudice Mario Talani, ha assolto perché il fatto non sussiste un pensionato di Troia dall’accusa di violenze sessuali continuate per circa un anno ai danni di una bambina di età inferiore ai dieci anni.
La Procura di Foggia aveva chiesto la condanna a una pena di quattro anni di reclusione. L’uomo, fin dal primo interrogatorio, ha sempre protestato la sua innocenza. Fu sottoposto anche, per circa sei mesi, alla misura degli arresti domiciliari, disposti dal Tribunale del Riesame.
Così l’avvocato Michele Vaira, difensore dell’imputato: “Ero molto fiducioso in una valutazione rigorosa da parte del tribunale, ma è stato comunque un grande sollievo, sia per il mio assistito che per l’intera famiglia, tutte persone rispettabili, che sono stati travolti da un’onta del tutto ingiustificata. Sono doppiamente felice perché riteniamo di aver dimostrato che la minore non ha mai subito nessuno dei terribili atti di cui era accusato il mio cliente, essendo essi il frutto della sua fantasia, alimentata da un ambiente famigliare di grave disagio”.
Poi spiega: “Purtroppo, al momento di rendere le prime dichiarazioni, la minore è stata interrogata con metodi inappropriati, alla presenza di una consulente che ha validato la sua credibilità con argomentazioni ‘copia-incolla’ di altri casi del tutto differenti e prive di qualunque scientificità. Altro grande motivo di soddisfazione è aver chiuso il processo in meno di due anni, pur avendo optato per la soluzione dibattimentale”.








