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Home - Non funziona la radioterapia, pazienti oncologici mandati a casa. Il caso arriva in Regione

Non funziona la radioterapia, pazienti oncologici mandati a casa. Il caso arriva in Regione

Di redazione
29 Giugno 2016
in Sanità & Salute
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Beaumont Hospital. Images licensed for use in corporate brochures and trade shows plus company newsletter.  All other rights are reserved, and must be negotiated with Photographer before use.  One year license, commencing with first appearance or one month after delivery of images, whichever occurs first.  Provide Photographer three copies of printed pieces.  License is granted contingent on  payment in full as per terms.  Copyright remains exclusive property of Photographer.

“L’acceleratore lineare del reparto Radioterapia oncologica dell’ospedale Moscati ieri sera non funzionava e ai pazienti in attesa è stato detto: tutti a casa. No, così non va, così non può più continuare ad andare”. Così Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino. “Sono stato contattato da una persona che, suo malgrado, è costretta a sottoporsi a sedute di radioterapia per curare la sua malattia- continua il consigliere -. Ebbene, questa persona (non l’unica perché già da giorni sono stato investito dello stesso problema da numerosi concittadini con familiari che sono costretti a sottoporsi a radioterapia), che ha competenze specifiche nel settore, mi ha riferito che le condizioni precarie delle macchine sono tali, che spesso e volentieri devono essere fermate per la manutenzione per garantirne il perfetto funzionamento. Manutenzioni che diventano sempre più frequenti. Nell’ultimo anno, sempre secondo quanto mi ha riferito questo nostro concittadino, al Moscati si è verificato un fermo macchine superiore del 20% rispetto all’anno precedente”.
“Una situazione paradossale – sottolinea Liviano- tanto più in una realtà, come quella tarantina, dove la richiesta di cure oncologiche è sempre più alta perché sempre più drammaticamente l’inquinamento ambientale sta presentando il suo pesante conto”.
Diventa quindi sempre più necessario aggiornare le macchine di radioterapia “fermo restando che, comunque, e questo intendo sottolinearlo con forza giusto per non creare inutili allarmismi, la qualità dei trattamenti erogati resta di alta qualità proprio perché viene fatta la manutenzione. Anche perché, laddove le macchine non sono più adeguate ai trattamenti da fare, – sottolinea ancora Liviano – il personale del centro dispone immediatamente l’invio dei pazienti in altre strutture”.
Ma c’è un altro aspetto del problema, l’esatto rovescio della medaglia, e cioè che, con le frequenti fermate per manutenzione, si allungano inevitabilmente i tempi per le liste di attesa “dovuto anche al numero di macchine insufficienti rispetto a quella che è la domanda (Taranto è l’unica provincia della Puglia che ha una macchina ogni trecentomila abitanti mentre tutte le altre province ne hanno una ogni duecentomila). E’ dal 2011, per quelle che sono le notizie in mie possesso – aggiunge Liviano – che si chiede l’installazione di un nuovo acceleratore lineare ma con la scusa del San Raffaele, prima, e del San Cataldo, poi, di macchine non se ne sono viste. C’è un progetto della Regione Puglia per l’allocazione sul territorio di nuove macchine di radioterapia ma ciò comporta tempi lunghi mentre la situazione tarantina richiede tempi più stretti perché, per montare una macchina, occorrono dai sei ai nove mesi”.
Non solo, perché alla problematica della manutenzione delle macchine si aggiunge quella della graduatoria del personale precario. “Diversi tecnici che erano preparati – prosegue Liviano – non sono stati rinnovati nel loro incarico e in loro sostituzione l’Asl, devo riconoscere che lo ha fatto tempestivamente, ha inviato nuovi tecnici che, però, prima di due-tre mesi non possono essere operativi sulle macchine. Anche questo non migliora la situazione. E’ vero che la Asl ha dovuto agire secondo legge non rinnovando i contratti al personale precario ma, dall’altra parte, ci sono i pazienti che hanno diritto a curarsi. Per questo torno a chiedere con forza che da parte del Governo intervenga una proroga per Taranto in maniera tale da poter assumere nuovo personale”.
Una situazione, quella della Radioterapia oncologica, che va ad aggiungersi alle numerose criticità del sistema sanitario pugliese. Criticità che per la maggior parte dei casi il suo conto salato lo presenta proprio alla città di Taranto e al suo territorio. Basti pensare al recente piano di riordino ospedaliero che poco ha tenuto in conto le emergenze della nostra area o alla decisione di chiudere il Pronto soccorso del Moscati. Al rispetto della legge – conclude Gianni Liviano – deve comunque rispondere il rispetto per le persone che hanno necessità di cure e di cure importanti. Su questi temi continueremo a mantenere alta la guardia. La stessa cosa chiedo di fare ai consiglieri regionali espressione del territorio tarantino”.

Tags: MoscationcologiaRadioterapiaSanitàTaranto
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