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Home - Criminalità, campagne foggiane in balia del business delle agromafie ed ecomafie

Criminalità, campagne foggiane in balia del business delle agromafie ed ecomafie

Lo denuncia Coldiretti Puglia: "Furti quotidiani di trattori, attrezzature e mezzi agricoli in particolare a Manfredonia"

Di Redazione
21 Febbraio 2024
in Agricoltura, Gargano
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Campagne foggiane sotto assedio della criminalità con una preoccupante recrudescenza del fenomeno divenuto la ‘porta d’ingresso’ principale nella vita imprenditoriale degli agricoltori in Capitanata. È quanto torna a denunciare Coldiretti Puglia, in relazione ai furti quotidiani di trattori, attrezzature, mezzi agricoli con particolare intensità nell’area rurale di Manfredonia, ma il fenomeno che riguarda l’intera provincia è stato portato all’attenzione della Commissione Parlamentare Antimafia, in cui il presidente di Coldiretti Foggia, Mario de Matteo, ha denunciato gli episodi che incidono drammaticamente sul tessuto imprenditoriale agricolo della Capitanata.

In provincia di Foggia la tipologia di furti risulta essere di varia natura, perché si passa dalla sottrazione del raccolto dalle piante in campo, dagli asparagi ai carciofi fino all’uva – aggiunge Coldiretti Puglia – alle aggressioni per il furto dei mezzi agricoli e/o delle attrezzature e/o del bestiame, dei raccolti già messi su cassoni, o addirittura alla sottrazione dei cavi di rame e del ferro, fino alle intimidazioni. Molto diffusa è la razzia dei mezzi agricoli con la successiva richiesta di riscatto. Si moltiplicano i furti di rame, cavi elettrici e telefonici in campagna con le aziende agricole che rimangono spente e isolate telefonicamente, mentre i pozzi per i irrigare restano fermi, pregiudicando le produzioni ortofrutticole che hanno bisogno di acqua – insiste Coldiretti Puglia – con la criminalità che mette le mani anche sulle reti di distribuzione irrigua del Consorzio per la bonifica della Capitanata, dopo i furti e i danneggiamenti a pozzi artesiani ed aziende agricole che si sono moltiplicati. Le campagne foggiane sono in balia di gruppi della criminalità, delle agromafie che fanno il paio con le ecomafie, con lo sversamento di rifiuti di ogni genere nei campi, poi bruciati, con un danno economico e ambientale incalcolabile.

I comuni maggiormente interessati dal fenomeno criminale – aggiunge Coldiretti Puglia – sono Cerignola, Lucera, Orta Nova, Torremaggiore, San Severo, San Marco in Lamis, S. Giovanni Rotondo, Poggio Imperiale, ma il fenomeno è diffuso su tutto il territorio provinciale, con una recrudescenza di fenomeni estorsivi con aggressioni che si stanno verificando a Manfredonia. “Siamo in balia di fenomeni criminali che si perpetuano sia di giorno che di notte – lancia l’allarme la presidente di Coldiretti Manfredonia, Rosa Salcuni – con epicentro nella zona Beccarini. Non possiamo vivere e lavorare in campagna senza che ci venga garantita tranquillità, a partire dall’incolumità personale”.

“Occorre sensibilizzare gli agricoltori circa l’importanza di denunciare, per analizzare dove si registrano in più larga misura i fenomeni criminosi, quando avvengono i furti, quali sono mezzi e prodotti maggiormente appetibili e come è strutturata la ‘filiera’ della ricettazione per ‘economizzare’ e rendere più sinergiche le attività di polizia, rassicurando le vittime circa l’anonimato della denuncia non restando isolati”, dice il presidente de Matteo.

L’agricoltura pugliese è particolarmente appetibile – afferma Coldiretti Puglia – perché rappresenta una grande realtà economica e sociale intorno alla quale si sviluppa un notevole indotto e che può rappresentare, se opportunamente valorizzata, il motore di uno sviluppo diffuso per l’intera regione che nel 2022 ha raggiunto, nonostante le minacce del clima e della siccità, il valore di oltre 3 miliardi di euro di produzione lorda vendibile e oltre 5 miliardi di valore dell’agroalimentare.

La malavita comprende la strategicità del settore in tempo di crisi economica perché – sottolinea la Coldiretti – consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana delle persone. Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma – continua la Coldiretti – compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy.

Le mafie – continua Coldiretti – operano attraverso furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, abigeato, estorsioni, o con il cosiddetto pizzo anche sotto forma di imposizione di manodopera o di servizi di trasporto o di guardiania alle aziende agricole, danneggiamento delle colture, aggressioni, usura, macellazioni clandestine, caporalato e truffe nei confronti dell’Unione europea. Ma – aggiunge Coldiretti Puglia – viene condizionato anche il mercato della compravendita di terreni e della intermediazione e commercializzazione degli alimenti stabilendo i prezzi dei raccolti, gestendo i trasporti e lo smistamento, il controllo di intere catene di supermercati e ristoranti sviluppando un business criminale stimato in oltre 25 miliardi di euro dall’Osservatorio Agromafie.

Ma la criminalità spicciola rende difficile la quotidianità degli imprenditori in campagna, con i raid che sono un fenomeno ormai senza soluzione di continuità da anni e costringono gli agricoltori a vigilare di notte, ma gli episodi si stanno registrando anche in pieno giorno. Si moltiplicano i furti di ferro, acciaio, rame, cavi elettrici e telefonici in campagna – conclude Coldiretti Puglia – con le aziende agricole che rimangono spente e isolate telefonicamente, mentre i pozzi per i irrigare restano fermi, pregiudicando le produzioni agricole che hanno bisogno di acqua.

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Tags: campagneCriminalitàFoggiaManfredonia
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