La protesta degli agricoltori dilaga in tutta la provincia di Foggia. Domenica di presìdi a Lucera, San Severo, Candela, Troia, Foggia e Castelluccio dei Sauri dove per tutta la mattinata sono stati regalati carciofi, broccoletti e cavolfiori.
Benvenuto Smacchia è un giovane agricoltore che con le lacrime agli occhi ci dice che ha dovuto cambiare mestiere. “I problemi sono tanti, non ce la faccio più. Ho dovuto abbandonare la mia azienda agricola e trovarmi un nuovo posto di lavoro. È assurdo con i terreni che abbiamo”. Indice puntato contro il governo italiano e la comunità europea. “Non se ne può più. A noi – aggiunge Giuseppe Nigro – ci pagano un carciofo 20 centesimi mentre la grande distribuzione lo vende a 0,60, broccoletti e cavolfiori che a noi se tutto va bene ci pagano a 0,40 al kg, nella gdo costano minimo 1,50 al kg. Senza parlare del prezzo del grano che è ormai in caduta libera. Il gasolio aumenta, i costi di produzione alle stelle. Se non si trova una soluzione noi dai presidi non andremo via. Trattori fermi ad oltranza”.
“Siamo qui – aggiunge Duccio Padalino – per sensibilizzare le istituzioni ma anche per aiutare i giovani agricoltori che rappresentano il futuro di questa terra. I cittadini devono sapere i reali costi dei nostri prodotti. Dove è l’antitrust?”. Intanto giovedì 8 febbraio gli agricoltori di tutto il Foggiano invaderanno le vie principali di Foggia per un lungo corteo a piedi, solo con qualche trattore. Subito dopo marcia su Roma.












