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Home - Pedonalizzazione totale di Piazza Cavour, il progetto futuristico per Foggia. L’architetto Pertosa consegna l’idea ai candidati

Pedonalizzazione totale di Piazza Cavour, il progetto futuristico per Foggia. L’architetto Pertosa consegna l’idea ai candidati

Di Antonella Soccio
3 Ottobre 2023
in Cultura&Società
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Sarà presentato venerdì ai comitati civici Quartiere Ferrovia e Resto a Foggia ma aperto a tutti i candidati sindaci il progetto futuristico di riconcettualizzazione del “Quartiere Ferrovia” nella città di Foggia come processo di interconnessione spaziale e interazione sociale ideato dell’architetto Roberto Pertosa intitolato “Metaverso Urbano, la città parallela”.

Il progettista punta tutto sulla meraviglia e sulla commozione perché al pari di Tommaso Marinetti pensa che “i nuovi progetti, specie quelli che sostituiscono o stratificano l’esistente, sono tristemente codardi e casuali, miseramente privi di significato”.

È lo spazio di vita che interessa a Pertosa. “La città di Foggia si presenta come un nucleo urbano drammaticamente frazionato, urbanisticamente segmentato e slabbrato, denso di innumerevoli non-luoghi, per molti versi quasi irreversibile, e con una struttura morfologica bloccata, spesso resa inaccessibile da interventi sbagliati e in cui la qualità architettonica degli spazi pubblici, dei luoghi urbani e dei fabbricati è pressoché latente. Una città totalmente disconnessa al suo interno, fatta di interi quartieri in cui gran parte del tessuto edilizio esistente versa in un estremo e indicibile degrado. In una situazione così generalizzata, la città di Foggia necessita di quella visione che purtroppo non possiede attualmente nel suo Dna, che possa elargire definitivamente un’impressione socio-culturale vera, intellettuale, capace di riconoscere finalmente quelle nuove esigenze e quelle rinnovate percezioni che indirizzino verso il teorema della città del futuro“, spiega in esordio l’architetto a l’Immediato.

Ciò che conta nel progetto è la riconoscibilità di percorrenze, di identificazione di luogo pubblico, di memoria storica, nonché di riqualificazione sociale e di mediazione culturale, che generino un “nuovo spirito evolutivo”,

Metaverso urbano, la città parallela è un progetto pilota, che investe l’intera città ed è volto a fornire i presupposti per rendere la città di Foggia una città sostenibile e all’avanguardia secondo concepts e percezioni visionarie al fine di creare aree verdi diffuse, spazi pubblici a misura d’uomo, viabilità e costruito sostenibile.

L’architetto non è parco di descrizioni. “Il progetto in questione aspira a rappresentare una realtà superiore fatta di ‘irrazionale’ allo scopo di rivelare gli aspetti più profondi della psiche in cui sogno e inconscio siano determinanti nella definizione di uno spazio urbano unico e inconsueto, e quindi di una civiltà contemporanea ed evoluta. Una manifestazione ‘onirica’ perché dà accesso a ciò che sta oltre il visibile come ribellione alle convenzioni culturali e sociali, che si traduce in una trasformazione totale non convenzionale dello spazio urbano, oltre i preconcetti, attraverso sollecitazioni visive e solide che modellano i luoghi in modo organico e parametrico, con una fantasmatica proiezione del ‘sogno’ e del pensiero subcosciente o pre-cosciente verso una ‘visionaria’ ma assoluta pseudo-realtà“.

Come spiega, l‘area di intervento appare particolarmente estesa e va da Via Lanza alla stazione. A suo avviso “persiste una palese alienazione urbanistica, e quindi anche sociale, di tutto il tratto da piazza Cavour fino alla stazione ferroviaria, e di tutte le relative diramazioni lungo il suo corso, accentuata proprio da quella sua ormai acquisita e pressoché unica “vocazione” veicolare che al tempo stesso paradossalmente risulta però scarsamente incidente, in contrapposizione alla marcata destinazione pedonale della dorsale di Via Lanza, per quanto quest’ultima banalmente concepita e disconnessa dal contesto“.

La piazza iconica di Foggia, Piazza Cavour, con la sua fontana del Sele assume urbanisticamente il ruolo di crocevia di smistamento tra poli opposti della città.

“Si consideri la valenza storica della piazza in qualità di attraversamento del tratturo Foggia-Ofanto in cui però l’icona fondamentale della Fontana del Sele risulta esclusivamente uno scenico spartitraffico di rappresentanza e ricordo che nel 2024 ricorrerà il suo centenario. La piazza quindi costituisce una vera e propria linea netta di demarcazione non solo tra il presunto nuovo ‘salotto buono’ della città (l’isola pedonale di Via Lanza) e quello ‘antico’ (viale XXIV maggio) ormai volutamente consegnato al ruolo di ‘ghetto’, ma anche tra nuclei urbani più distanti, di grande rilevanza strategica, che possiedono il loro unico motivo di interconnessione attraverso la piazza. L’obiettivo della proposta progettuale è quindi quello di ricucire finalmente questo rapporto tra entità urbane disconnesse appartenenti allo stesso unico apparato. Per cui, il progetto di riconcettualizzazione del ‘Quartiere Ferrovia’ viene interpretato attraverso la totale riqualificazione di Piazza Cavour intesa come nodo nevralgico di interconnessione spaziale e temporale delle innumerevoli stratificazioni preesistenti nell’intero ambito urbano, o perlomeno all’interno di un ampio raggio che comprende le zone limitrofe in linea generale fino al Quartiere fieristico, e quindi di connessione tra gli innumerevoli vuoti urbani segmentati, tramite una sorta di effetto ‘Tetris’ che possa trasformare le aree disgregate in luoghi densi di aggregazione, in una sequenza costante di ‘piazze passanti'”.

L’architetto in maniera rivoluzionaria prevede la totale pedonalizzazione di tutta la piazza Cavour, del Viale XXIV Maggio, di Via Galliani e del primo tratto di Via Scillitani, collegandoli alle aree pedonali già consolidate, definendo tessiture evidenti a terra di pavimentazione, sinuose e concettualmente rilevanti, rivisitando quindi totalmente il concetto di viabilità carrabile la quale viene totalmente interrata, anche con la presenza di parcheggi multipiano anch’essi interrati, nonché il concetto di spazio pubblico.

La pedonalizzazione ad ampio raggio assume ulteriore notevole rilevanza tramite la connessione diretta alla Villa Comunale e, di conseguenza tramite il “boschetto”, alla zona Campi Diomedei e ai nodi limitrofi (Polo Universitario, Ippodromo, Teatro Mediterraneo, Rione Martucci, Zona Camera di Commercio, Quartiere fieristico etc) in un unico luogo urbano connesso e disposto in successione.

In questo modo il Pronao della Villa Comunale ritorna ad essere il portale aperto che era nella passeggiata borghese del Novecento, una vetrina assolutamente priva di barriere, nonché di anticipazione degli accadimenti che avvengono all’interno della villa (istallazioni, mostre, allestimenti, orti botanici etc), un filtro di attraversamento i cui numerosi varchi opposti rappresentano giunti aperti di collegamento tra stratificazioni spaziali e temporali, in un unicum di interconnessioni. Non più una semplice quinta di accesso a luoghi chiusi, isolati e disconnessi, ma passaggio consistente tra spazi liquidi in una città diffusa.

Si tratta dunque di “un’idea di spazio urbano attrezzato in cui si moltiplicano le piazze in successione come luoghi fondamentali di incontro e condivisione, e si riduce fortemente (o si annulla totalmente) il numero di mezzi di trasporto privato che vengono definitivamente relegati ai margini, senza possibilità di accesso, in zone specifiche in cui l’incremento di parcheggi interrati disseminati permette di ‘occultarle’ per poter poi accedere solo sostenibilmente alle zone più centrali”.

Dove mettere le auto però? Pertosa ha ben chiari i parcheggi da realizzare. “Un altro parcheggio è previsto sul lato opposto di Viale Fortore, in corrispondenza di un ipotetico prolungamento in proiezione del sottopasso della Stazione Ferroviaria che permetterebbe un accesso diretto pedonale al centro cittadino. Ampie zone verdi sono inserite all’interno di tale spazio urbano proprio per apportare alla città le caratteristiche positive degli ambienti rurali e invogliare i cittadini a un tipo di vita più sostenibile. Infatti, l’inserimento di tali consistenti zone di transizione a verde permetterà di strutturare lo spazio urbano di riferimento come un grande parco naturale diffuso che contenga una serie di poli, comunque correlati tra di loro, in modo da raccordarli, mediante una rigenerazione naturale, al contesto cittadino, concretizzando il rapporto tra l’Architettura (e quindi il costruito) con il verde urbano. Essenziale quindi è l’intenzione di ripensare lo spazio pubblico nel suo rapporto con lo spazio privato, al fine di restituirgli nuovamente il suo ruolo di spazio domestico deputato alla vivibilità, alla percorrenza, all’evocazione e alla meditazione, e in cui sentirsi definitivamente liberi”.

Tags: Foggia
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