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Home - Candidato sindaco civico sminuisce mafia? Mainiero a Vigilante: “Sbagli. I clan sono montagna di merda”

Candidato sindaco civico sminuisce mafia? Mainiero a Vigilante: “Sbagli. I clan sono montagna di merda”

Di Redazione
20 Settembre 2023
in Politica
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Lunga replica del candidato sindaco civico Giuseppe Mainiero dopo l’audizione del manager sanitario Luca Vigilante davanti alla commissione parlamentare antimafia. A Roma, Vigilante, sotto scorta dal 2020, ha ricordato le parole di Mainiero ad un giornale locale. “Penso che la mafia foggiana non abbia la cifra imprenditoriale di altre organizzazioni mafiose, che non sia insomma la ‘ndrangheta calabrese. La Società non controlla allo stesso modo di altre mafie il nostro tessuto economico. Piuttosto, le batterie sono dedite soprattutto alle attività tradizionali: estorsioni, usura, prostituzione, droga. Resto straconvinto che gli imprenditori di Foggia siano persone libere, tra di loro ci sono quelli che pagano il pizzo ma non credo che le loro imprese siano controllate”.

Frasi che stonano con il dramma vissuto da Vigilante in questi anni: “È normale una dichiarazione del genere da parte di una persona che si è candidata a sindaco in una città sciolta per mafia? Qui a Foggia ci sono vittime, c’è gente ammazzata e nessuno che si indigna”.

Dopo l’audizione romana, ecco la risposta di Mainiero: “Alla Commissione l’imprenditore ha detto di sentirsi preoccupato per un’intervista rilasciata ‘da un candidato sindaco di una lista civica’, che secondo lui avrebbe di fatto operato una sottovalutazione del fenomeno mafioso e delle sue infiltrazioni nel sistema economico del territorio. Strano che un uomo così coraggioso, per di più di fronte alla Commissione Parlamentare Antimafia, parli per allusioni, guardandosi bene dal fare nomi e cognomi. Allora lo aiuto, giacché il suo modo di fare evidentemente è quello delle mezze parole e dei sussurri: quel candidato sindaco sono io.

Vigilante però dovrebbe leggere meglio ciò che pretende di commentare. Su certi temi bisogna essere seri, molto seri. E alcune cose che ha detto nel corso della sua audizione sono totalmente false, non essendoci nel testo della mia intervista, mentre altre sono una sua libera interpretazione campata per aria. Come chiunque può verificare andando a leggere l’intervista e guardando sul sito della Camera dei Deputati le dichiarazioni rese da Vigilante alla Commissione Parlamentare Antimafia in sede di audizione.

In primo luogo la domanda che mi è stata rivolta dal giornalista, contrariamente a ciò che ha dichiarato Vigilante, non riguardava la visita della Commissione Antimafia a Foggia. A me è stato chiesto un commento alle parole del capo della DDA Rossi con riferimento al direttore de l’Attacco, Piero Paciello (il quale nelle scorse settimane ha attaccato la Prefettura per l’interdittiva all’amico imprenditore Michele D’Alba e ha anche affermato che lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia fu una mera decisione politica, ndr)”.

Ancora Mainiero: “In secondo luogo non ho mai detto che gli imprenditori che pagano il pizzo ‘lo fanno solo per paura’. Queste parole non le ho mai pronunciate e non ci sono nell’intervista. Quello che ho detto è che non credo che le imprese di chi paga il ‘pizzo’ siano ‘controllate’ dalla mafia sul piano societario. Sono due concetti diversi, anche se non credo che Vigilante sia riuscito a comprenderlo.

Praticamente l’Amministratore Delegato di ‘Universo Salute’ avrebbe mentito di fronte alla Commissione Parlamentare Antimafia, inventandosi cose che non ho mai detto e spacciando la sua personale interpretazione delle mie parole per il significato di ciò che ho realmente affermato. Tuttavia non voglio pensare sia così. Tendo piuttosto a credere che Vigilante non sia abituato a prestare attenzione né a ciò che legge né ai luoghi in cui parla. Il che mi pare comunque di una certa gravità.

Nel merito della mia intervista, confermo e rivendico quello che ho dichiarato. In quale parte dell’articolo Vigilante abbia colto o dedotto una mia sottovalutazione del fenomeno mafioso resta un mistero.

La mafia foggiana è criminale, sanguinaria e feroce. Come poche altre in Italia. È una ‘montagna di merda’ che opprime la nostra comunità e va annientata. Senza se e senza ma. L’ho sempre sostenuto e lo ribadisco. E la mia distanza da ogni forma di illegalità è un fatto, giacché io quelli che ho ritenuto essere reati li ho denunciati. Sempre.

Di fronte alla Commissione Parlamentare Antimafia Vigilante ha inoltre riferito, sempre rigorosamente senza fare nomi, di ‘aziende, poi interdette per mafia (la “Tre Fiammelle” ritenuta contigua alla mafia foggiana, ndr), che non so per quale elemento, hanno provato a finanziare delle borse di studio in un’università (UniFg, ndr) con alla base delle promozioni di direttori-dipartimento di docenti’. Anche in questo caso voglio dare io una mano a Vigilante: l’azienda di cui ha parlato è quella di Michele D’Alba, con cui il suo gruppo imprenditoriale – non Giuseppe Mainiero – ha costituito una società quando ha rilevato il ‘Don Uva’”. Tra D’Alba e il gruppo di cui fa parte Vigilante c’è poi stata una spaccatura.

“Ecco – continua Mainiero -, come ho già detto ritengo che su materie così delicate serva innanzitutto serietà. Molta serietà. Perché quello della mafia è un argomento troppo importante per essere trattato con una così imbarazzante superficialità. Poi mi piacerebbe che Vigilante – se ha tempo – ogni tanto ci spiegasse come la pensa sul ‘sistema’ dei ‘colletti bianchi’ che da decenni spadroneggia e soffoca Foggia. Mi riferisco al ‘sistema’ delle tangenti, degli appalti truccati, dei gruppi di pressione sull’attività amministrativa, ad esempio. Mi piacerebbe che ci spiegasse come mai quando io combattevo da solo Franco Landella – ossia l’ex sindaco di Foggia che ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, oggi rinviato a giudizio per corruzione e tentata concussione – proprio il gruppo imprenditoriale di cui fa parte Vigilante collaborava serenamente con quella amministrazione comunale per interventi di riqualificazione urbana, ottenendo attraverso ‘contratti di sponsorizzazione’ l’affidamento di un parco pubblico che viene chiuso ai cittadini ad una certa ora della sera e le cui chiavi sono nella disponibilità di un privato. O per l’approvazione in tempi record del progetto edilizio finalizzato all’accorpamento delle Case di cura ‘Villa Serena’ e ‘Nuova San Francesco’, votata in Consiglio comunale da centrodestra e centrosinistra, con la mia sola astensione. Mi sembra siano argomenti di una certa rilevanza per la città”.

E conclude: “Spero vivamente che Vigilante abbia soltanto preso una grossa svista nel fare quelle affermazioni. Perché se invece l’intento di qualcuno è quello di affibbiarmi l’etichetta di ‘negazionista della mafia’, dopo che nelle scorse settimane si è tentato – naturalmente senza risultati – di farmi passare come un parente dei mafiosi, non ci siamo. Non mi sono lasciato intimidire o intimorire ieri e non lo farò oggi. Con me questo metodo non funziona. Se ne facciano una ragione. Tutti”.

Tags: mainiero
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