Le famiglie foggiane della parte nord della città, tra via San Severo, il Candelaro e la vecchia Tangente Settentrionale, si sono ritrovate con una brutta sorpresa per i pomeriggi di fine estate e inizi autunno.
Da lunedì 11 settembre sono chiusi i cancelli del Parco Iconavetere in via Ciano, che rappresenta per i bambini e le bambine della zona, ma anche per gli adulti e per gli anziani, l’unico spazio verde attrezzato sicuro e protetto in cui trascorrere le ore preserali e giocare in libertà.
I commissari in un atto di due anni fa sottolineano anche l’importanza dell’area, “in un quartiere – si legge – che non offre molte alternative di aggregazione e di frequentazione di famiglie, fruibile ad attività di gioco, socializzazione, rappresentanti indirettamente anche ‘rpesidio’ di legalità anche grazie alla presenza dei Volontari dell’Odv – Pompieri”. Eppure la commissione straordinaria non ha immaginato di creare un servizio di guardiania pagato dalla collettività.
Il parco infatti dal 2016 è gestito gratuitamente dall’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in congedo – “Volontariato e Protezione Civile” (oggi Pompieri-Volontariato di Protezione Civile Foggia A.Gramazio). Il contratto di sponsorizzazione era stato rinnovato il 9 novembre del 2022 per un anno, fino al luglio del 2023, con un rinnovo tacito fino alla eventuale messa a bando.
In questi anni, l’associazione, senza mai avere nessuna risorsa dal Comune, aveva assicurato diversi interventi. Per le aree a verde ha realizzato la pulizia dell’area, lo sfalcio dell’erba, la potatura di alberi e cespugli, la realizzazione di impianto di irrigazione, la semina del tappeto erboso con la realizzazione di pozzo freatico artesiano per l’irrigazione dell’area, nonché del parco giochi per bambini, campo di bocce e area con tavoli e panchine adibito a giochi per la terza età.
Il Parco Iconavetere è anche area religiosa, l’associazione ha assicurato il ripristino della porta di ingresso, l’impianto elettrico e idraulico, la sostituzione delle formelle in vetro-mattone e della grata metallica a chiusura della cappella votiva, il ripristino della pavimentazione e rifacimento dell’intonaco della cappella, mentre per l’area pavimentata ha garantito la sostituzione delle lastre rotte o mancanti in pietra di Apricena della pavimentazione zona gradinata, più la sostituzione di tutte le gambe di scarico a terra delle panchine e delle balaustre utilizzando acciaio zincato e verniciato.
Insomma gli interventi sono stati ingenti, anche se negli ultimi tempi, scaduta la convenzione con l’Uepe, l’associazione non aveva più personale volontario per aprire e chiudere il parco e per salvaguardarne la sicurezza.
Tante mamme e tante nonne sono addolorate, il Cep è troppo lontano e moltissime aree gioco della città, al Rione Biccari, al Parco San Felice, sono compromesse e divelte o addirittura sprovviste di scivoli e altalene come i Campi Diomedei. “Le giornate sono ancora ottime, dove porteremo i nostri bambini? Cosa resta? Solo i centri commerciali? Lo scorso anno siamo stati insieme fino ad Halloween”, è il loro commento.
Amato Petrone, responsabile dell’associazione, è netto a l’Immediato, nonostante le lagnanze: “Iniziando la scuola, sono cambiate le esigenze, fino adesso abbiamo garantito l’apertura, ma ora non possiamo più farlo. Le famiglie dopo quasi 10 anni non si possono lamentare, noi gestiamo il parco a costo zero per il Comune, non abbiamo mai preteso nulla neppure una tessera, erano loro che si erano proposti, ma non hanno raggiunto mai l’obiettivo col quale poter pagare un vigilante. Il Comune la concessione ce l’ha data a costo zero, le migliorie sono state tutte a nostro carico, ma ormai non possiamo più garantire tutti i giorni la nostra presenza, i nostri ragazzi volontari diminuiscono, andremo ad aprire solo quando potremo e quando ci sarà la necessità di qualche festa, non siamo in grado di poter fare un calendario”.













