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Home - Cani in cella senz’acqua: denunciato campo abusivo a Foggia. “A nessuno importa della loro sorte”

Cani in cella senz’acqua: denunciato campo abusivo a Foggia. “A nessuno importa della loro sorte”

Di Dalila Campanile
20 Luglio 2023
in Cronaca
cani imprigione via almirante

cani imprigione via almirante

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Cani imprigionati in condizioni disumane sotto un sole rovente con temperature che sfiorano i 50° gradi. Succede a Foggia in via Giorgio Almirante, in una baracca abusiva sotto gli occhi di tutti e in particolare delle forze dell’ordine. Gli animalisti e le associazioni hanno sollecitato chi di dovere, sono partiti appelli sui social ma i poveri cani sono in pericolo di vita: senza acqua, al caldo, senza cure. Un episodio che si era già verificato nel 2021: in seguito all’intervento di ASL Veterinaria e Forestale furono trovati 11 cani. Non resterà a guardare Anna Rita Melfitani, presidente di Guerrieri con la Coda.

UNA BARACCA ABUSIVA. A Foggia non mancano di certo episodi di abusivismo: la stessa condizione riguarda anche questo rifugio costruito in maniera improvvisata su via Giorgio Almirante, lato strada. La baracca sorge sul marciapiede, tutti possono vederla. È stata messa su con teloni e materiali di scarto. “I cani vivono praticamente in una discarica – commenta Melfitani – tra rifiuti e deiezioni”. Dei teloni scuri sottraggono alla vista i poveri cani imprigionati di cui però i vicini sentono i lamenti. Sono presenti reti di protezione a perimetrare una sorta di recinzione, teloni ombreggianti a fare da soffocante tetto e dentro diversi cani, rinchiusi, in trappola, a temperature che sfiorano i cinquanta gradi. “Eppure anche questa volta lo scempio è praticamente sotto gli occhi di tutti – aggiunge – non capisco come non si riesca ad intervenire”.

I CANI IMPRIGIONATI. Non solo lamenti di cani che stanno soffrendo le temperature record del periodo ma anche vagiti di cuccioli: “I vicini hanno segnalato che non si odono solo i lamenti dei cani ma anche quelli di cuccioli – spiega Melfitani – purtroppo però non sono in grado di confermare che siano ancora imprigionati in questo inferno. Sicuramente ci sono un pastore tedesco, un meticcio e un cane da caccia che hanno bisogno del nostro aiuto. Adesso”.  Il proprietario di questa baracca abusiva, infatti, è noto per essere un cacciatore che alleva cani da caccia e di conseguenza cuccioli di questa specie senza tuttavia avere a cuore il benessere degli animali. Nel 2021 la stessa sorte era toccata ad altri 11 cani.

MALTRATTAMENTI PERPETRATI. L’aspetto più grave di tutta la vicenda è che la medesima baracca e il medesimo proprietario erano stati già attenzionati ben due anni fa alle Forze dell’Ordine: non solo la baracca non è stata demolita ma tutto è tornato come prima. “Sono stata proprio io ben due anni a sollecitare la Forestale insieme con la Asl Veterinaria – continua Melfitani – ma il tentativo a quanto pare è caduto nel vuoto considerando i risultati. Chissà quanti altri cani dovremo ancora vedere imprigionati in e morire queste condizioni disumane”.

L’INDIFFERENZA DELLE ISTITUZIONI. Insomma finora sono stati fatti appelli, denunce e segnalazioni da parte dei privati e delle associazioni, la notizia sta facendo il giro dei giornali e dei social network ma nulla si muove: il tempo passa, la temperatura continua ad essere rovente e a farne le spese sono ancora quei poveri animali bloccati in condizioni disumane. Perché sino ad oggi nessuno è intervenuto: “Non riesco a spiegarmi il motivo del lassismo da parte delle forze dell’ordine: per legge qualsiasi forza di polizia può intervenire su un maltrattamento di animali. Io non resterò a guardare e scriverò personalmente al prefetto”.

È evidente che non c’è solo il problema dell’abbandono in estate ma una mancata sensibilizzazione anche nei confronti di chi dovrebbe intervenire per tutelare i nostri amici a quattro zampe.  “La sensibilizzazione è un tema sempre caldo – conclude Melfitani – un’attività che noi associazioni e animalisti pratichiamo ogni santo giorno attraverso il web, i convegni e così via. Sono le Forze dell’Ordine che dovrebbero essere sensibilizzate sul tema, in particolar modo i loro Comandanti”. Un comportamento contraddittorio se si pensa che il prefetto tra i suoi obiettivi principali ha posto la battaglia alla mafia che attanaglia la città di Foggia: “Come si può pensare di sconfiggere la mafia se abbiamo delle Forze dell’Ordine impreparate e disinteressate ad affrontare i maltrattamenti nei confronti degli animali. Anche questa è illegalità. Vorrei delle risposte. Ma forse è il caso che io vada a chiederlo direttamente al Prefetto”.

Tags: Anna Rita Melfitanicani imprigionatiguerrieri con la coda
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