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Home - Mafia Gargano, il boss latitante accusato di due omicidi e un tentato omicidio. Ma di lui nessuna traccia da un mese

Mafia Gargano, il boss latitante accusato di due omicidi e un tentato omicidio. Ma di lui nessuna traccia da un mese

Di Francesco Pesante
22 Marzo 2023
in Cronaca
Marco Raduano

Marco Raduano

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È un fantasma da quasi un mese ed oggi, su di lui, pesa anche una richiesta di ergastolo per due omicidi e un tentato omicidio. Lui è Marco Raduano, 39enne boss di Vieste detto “Pallone”, riferimento del clan Lombardi-Scirpoli nella città del Pizzomunno. Ieri a Bari i pm della Dda, Luciana Silvestris e Ettore Cardinali, al termine della requisitoria, hanno chiesto il massimo della pena per Raduano nel processo abbreviato “Omnia Nostra”. Per lui, alla luce del rito scelto che prevede lo sconto di un terzo della pena, non è stato chiesto l’isolamento diurno.

Il 39enne garganico, evaso lo scorso 24 febbraio dal carcere di Badu e Carros di Nuoro dove stava scontando 19 anni definitivi per narcotraffico aggravato dalla mafiosità, è accusato dell’omicidio di Giuseppe Silvestri, assassinato il 21 marzo 2017 a Monte Sant’Angelo. Secondo l’Antimafia e stando al racconto dei pentiti, Raduano avrebbe agito insieme al boss Matteo Lombardi, già condannato all’ergastolo in secondo grado per questa vicenda, allo scopo di vendicare la morte del cognato Gianpiero Vescera. Sempre Raduano avrebbe preso parte, nel ruolo di mandante, all’agguato in una bruschetteria di Vieste risalente al 27 giugno 2017 quando venne ucciso Omar Trotta. Per questo fatto ci sono altri quattro indagati, due dei quali processati in altra sede. Infine, “Pallone” avrebbe partecipato al tentato omicidio di Giovanni Caterino, scampato alla morte nel rione “Monticchio” di Manfredonia il 18 febbraio 2018. Quel giorno un commando provò ad ammazzare Caterino per vendicare Mario Luciano Romito, ucciso nella strage di San Marco del 9 agosto 2017. Per questa vicenda è già stato condannato a 12 anni il foggiano Massimo Perdonò del clan Moretti, alleato dei Lombardi-Scirpoli.

Raduano, però, è latitante: sparito dai radar dopo l’incredibile fuga dal carcere sardo. Il video dell’evasione ha fatto il giro del web ed è l’ultima immagine del boss. Tante le ipotesi al vaglio sulla sua latitanza: con il probabile aiuto di criminali sardi, “Pallone” ha lasciato il penitenziario scavalcando il muro di cinta. Poi è fuggito verso la libertà servendosi quasi certamente di altri fiancheggiatori. Sospetti su Gianluigi Troiano, braccio destro del boss, latitante da dicembre 2021. Oggi Raduano potrebbe essere ovunque: dal “suo” Gargano al Nord Europa, nessuna pista è esclusa.

Nel frattempo, i processi alla mafia garganica procedono e stanno avvalorando la tesi portata avanti da anni dagli investigatori e dall’inesauribile lavoro della Squadra Stato. Ieri i magistrati hanno invocato pene anche per altri imputati dell’abbreviato.

Tutte le richieste di condanna

Chiesti 16 anni di carcere per il mattinatese Francesco Notarangelo alias “Natale”, accusato di associazione mafiosa, droga e favoreggiamento della latitanza del viestano, Danilo “U’ Meticcio” Della Malva. Un anno e 10 mesi è invece la pena chiesta per il consigliere comunale di maggioranza al Comune di Manfredonia (sciolto per mafia nel 2019), Adriano Carbone, ex Fratelli d’Italia (estromesso dal partito dopo il blitz) ed oggi indipendente. Carbone, in qualità di consulente commercialista, avrebbe agevolato il clan suggerendo possibili stratagemmi finalizzati a eludere eventuali misure patrimoniali derivanti da indagini giudiziarie.

3 anni e 8 mesi la condanna chiesta per Antonio La Selva detto “Tarzan” che si è pentito proprio dopo l’arresto. 8 anni e 8 mesi è invece la pena invocata per Danilo Della Malva e Antonio Quitadamo alias “Baffino”, entrambi collaboratori di giustizia già da tempo e accusati di aver preso parte all’omicidio Trotta. Per il pentito Andrea Quitadamo detto “Baffino junior” chiesti 2 anni e 6 mesi. Mentre 2 anni e 4 mesi è la richiesta per Giovanni Surano (anche lui pentito). Per tutti loro i pm hanno tenuto conto delle attenuanti della collaborazione.

Per quanto riguarda soprattutto il narcotraffico, chiesti 12 anni e 4 mesi per Giuseppe Sciarra, 9 anni e 6 mesi per Luciano Caracciolo, 9 anni e 4 mesi per Lorenzo Caterino, 14 anni per Pietro Rignanese e 9 anni e 8 mesi per Moreno Sciarra. Infine, 9 anni per Leonardo Ciuffreda, mafia e favoreggiamento, 12 anni e 8 mesi (mafia ed estorsioni) per Antonio Zino e 9 anni per Giuseppe Della Malva e Alexander Thomas Pacillo. Per il macchiaiolo Michele D’Ercole, accusato di mafia, favoreggiamento ed estorsione la posizione è stata stralciata rispetto ai coimputati e verrà riunita nella prossima udienza quando anche per lui saranno presentate le richieste dei pm della Dda. Ad aprile le conclusioni delle parti civili e dei difensori dei collaboratori di giustizia. Entro l’estate la sentenza. (In foto, tre “versioni” di Raduano)

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Tags: mafia Gargano
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