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Home - La nuova giunta foggiana non convince. “È solo un modo per distogliere l’attenzione dalle tante cose gravi accadute”

La nuova giunta foggiana non convince. “È solo un modo per distogliere l’attenzione dalle tante cose gravi accadute”

Di Redazione
18 Aprile 2021
in Politica
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“Credo che la nuova giunta comunale, la terza in meno di due anni di mandato, sia la certificazione di un’esperienza disastrosa, politica ed amministrativa, senza precedenti”. Ne è convinto il consigliere comunale di opposizione ed ex candidato sindaco di Foggia, Pippo Cavaliere. “A testimoniarlo la richiesta della stessa maggioranza che ha invocato una forte discontinuità con il passato. Nessun giudizio preconcetto sulle persone, naturalmente: ma è sotto gli occhi di tutti la condizione di marasma in cui versa la maggioranza e la totale mancanza di indirizzi e progetti degni di questo nome. Non c’è vento favorevole, per il marinaio che ignora la rotta. Oltretutto il nuovo organigramma sembra più che altro una cortina fumogena per distogliere l’attenzione dalle tante cose gravi o gravissime verificatesi negli ultimi mesi e soprattutto per occultare i silenzi inquietanti in ordine alle indiscrezioni trapelate sui comportamenti e gli atteggiamenti di taluni consiglieri comunali”. 

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere Antonio De Sabato (Senso Civico): “Nel marasma della politica locale, la nomina della nuova Giunta non è una bella notizia. A meno di non intendere la nascita della giunta degli ‘esperti’ alla stregua dell’insediamento della commissione di accesso agli atti, come affermato in maniera sconsiderata dallo stesso sindaco Landella. Che la città sia in crisi lo raccontano ormai i continui episodi di cronaca, ed una marea di articoli e di classifiche. Ma è soprattutto​ dalla percezione del vivere quotidiano che emerge un senso diffuso di disagio ed un malessere per lo stato di abbandono in cui la città è proiettata ormai in maniera irreversibile”.

Secondo De Sabato, “la Giunta dei ‘Migliori’ con buona pace dei ‘Peggiori’, se da un lato rappresenta una sonora bocciatura dell’attività amministrativa fin qui svolta, imposta dalle varie forze politiche di maggioranza per tentare un improbabile cambio di passo, dall’altro evidenzia la stessa inconsistenza di questa classe politica incapace di promuovere azioni programmatiche per lo sviluppo della città. È utile ricordare a tal proposito che l’attuale governo di ‘esperti’ non è un governo di salute pubblica né uno dei tanti governi tecnici cui ormai siamo soliti assistere anche a livello nazionale. Si tratta pur sempre di un governo politico a guida Landella, che ne assume non solo la leadership ma ne rivendica la genesi. Insomma è farina del suo sacco per intenderci e quindi ha colore e un’appartenenza politica ben precisa. Non possiamo pensare che basti qualche aggiustamento. Lo dico in maniera anche troppo diretta perché penso che sia importante cogliere questo momento per fare luce e chiarezza sulle tante opacità di questa amministrazione e bisogna fare presto, questo conta ed è l’unica cosa che i cittadini pretendono. Il motore che fa funzionare la nostra città si è rotto definitivamente. Il tema non è solo aggiustarlo, rimettere insieme i pezzi. Il tema è sostituirlo, costruirne uno nuovo. Perché quello attuale si alimenta di disuguaglianze e produce disuguaglianze; si basa su promesse molto difficili da mantenere e su una serie di illusioni collettive in cui dobbiamo stare attenti a non ricadere. Mettere in discussione i ‘Termini & Condizioni’ che ci legano alla nostra città è doloroso e al tempo stesso salutare”.

Poi aggiunge: “Ricordo che gli anni oggetto delle verifiche della commissione di accesso sono quelli​ dell’era Landella, dal 2014 ad oggi, quindi porsi in questo preciso contesto politico, rappresenta sicuramente un grande atto di coraggio e di​ responsabilità, tenendo in vita un’amministrazione che viceversa sarebbe caduta non avendo più i numeri né la forza per andare avanti.​ Pertanto con l’ingresso nella giunta di un’amministrazione politica si tiene in vita un preciso modello di sviluppo economico, politico ed etico, ci si schiera accanto al sindaco leghista e seppur legittima questa soluzione, non è condivisa dal sottoscritto ( e credo anche dalla maggioranza dei cittadini foggiani). Se le ultime vicende giudiziarie in seno allo stesso consiglio comunale sono solo la punta dell’iceberg. È bene ricordare come nell’operazione ‘Decimabis’ il procuratore Gatti ci consegna importanti spunti: ‘In tutto ciò – diceva Gatti – mutano e si ampliano anche le proiezioni egemoniche: si amplia la zona grigia, sia verso l’imprenditoria che le pubbliche amministrazioni, fino a forme di concorso esterno. L’attività estorsiva si apre ad altri livelli, viene programmata a tappeto. Si rinsaldano le pubbliche relazioni con i clan delle altre organizzazioni criminali del territorio’. Queste considerazioni, frutto di atti giudiziari, hanno influito sicuramente nella scelta del prefetto di richiedere una commissione di accesso agli atti per infiltrazioni mafiose in comune. Cosa che lo stesso sindaco ha accolto addirittura come una ‘bella notizia’ quando invece fino a poco tempo prima minacciava di querelare chiunque osasse anche solo paventarla. Chissà forse lo ha fatto comunque, sarebbe bene approfondire anche questo aspetto.​ In ogni caso questo resta l’unico cambio di passo cui tutti i cittadini hanno assistito ultimamente”.

De Sabato passa in rassegna “una breve sintesi delle tante vicende intercorse in questi anni così per chiarire il clima in cui gli esperti saranno chiamati ad esplicare le loro doti e virtù: un dipendente comunale passa alla Società il numero dei morti giornaliero e i rispettivi becchini che se ne occuperanno. Un condannato per estorsione con cognome mafioso acclarato ha ricevuto per un anno un contributo comunale dagli uffici del Welfare ed entra da ‘padrone’ in Commissione. Un altro indagato per estorsione suggerisce con forza alla sua fidanzata consigliera campionessa di consensi ed eletta al primo turno che ‘no, devi dire no a nuove telecamere’.​ Un funzionario indagato per altre vicende e pensionato con quota 100 si tiene per 3 anni un appalto ‘in mano’ nel cassetto della tecnostruttura sulla videosorveglianza. Il sindaco dichiara di non poter controllare tutte le liste, a plotoni, che si fanno in campagna elettorale. Cari ‘esperti’ in giunta, per quanto sicuramente lodevoli e degne di rispetto le vostre intenzioni, entrate non a difesa della città ma di un sindaco leghista e questo è bene chiarirlo subito senza troppi giri di parole.​ Visto l’alto profilo delle personalità coinvolte, il governo degli esperti pare essere più un salvacondotto esercitato dal sindaco vista l’aria che tirava, il cui unico scopo sarà quello di tenerlo in vita “politicamente” in attesa di un listino bloccato direzione Roma Capitale. Ai posteri l’ardua sentenza”.

E ancora: “Per Foggia e per i foggiani sarebbe stato opportuno seguire il metodo Carovigno, altro comune sciolto per mafia e tenere un orientamento sicuramente più prudente: dimissioni del consiglio comunale e commissariamento, mentre la commissione di accesso valutava se c’erano gli estremi per un secondo commissariamento, in questo caso per ingerenze mafiose. La prima cosa non esclude la seconda ed è sicuramente politicamente più dignitosa. Ecco perché non è comprensibile l’entusiasmo successivo ad un azzeramento di giunta, che ha prodotto la paralisi dell’attività amministrativa, per cui da circa sei mesi​ non si producono atti. Non dimentichiamo poi la ferita ancora aperta dovuta alla sostituzione del Presidente del Consiglio tra mille polemiche e giudizi indecorosi per l’onorabilità della città. Ecco forse tutte queste vicende avrebbero dovuto suggerire maggiore buon senso da parte di tutti e meno sorrisi nell’insediamento della giunta di esperti che mi auguro sappia e voglia interpretare questo senso del dovere fino in fondo, dando continuità all’impegno assunto anche qualora poi il comune dovesse essere sciolto per infiltrazioni mafiose. Come consigliere comunale del gruppo Senso Civico sento il dovere morale di ribadire il senso di un impegno politico ed etico , questo si a difesa della città. Abbiamo una sfida importante davanti:​ costruire il programma insieme alle tante forze della società civile di cui la città di Foggia è ricca, costruire una rete tra cittadini attivi ed esperienze che possano sostenersi l’un l’altra. La città che vogliamo è fatta delle idee che sapremo esprimere, dei progetti che saremo in grado di realizzare, della forza che avremo nel portare avanti ciò in cui crediamo, della capacità di fare sintesi, di riconoscere i problemi e individuare la strada migliore per risolverli. Idee e progetti di qualità che si rivolgono alle persone e non più a interessi di pochi gruppi. Costruire nuove relazioni sociali e culturali ovunque per rafforzare il ruolo di Foggia non solo come capoluogo legato alle sue innegabili capacità artistiche, storiche, ma una città nuova capace di dettare la propria agenda sociale e presentarsi come modello per tutta la provincia. È un lavoro che richiede pazienza​ ma è necessario perché Foggia ha bisogno di unirsi intorno ad un’idea di città capace di tenere insieme tutti. Vi va di farlo insieme? Sforziamoci di farne una questione collettiva, di farne un’occasione per RI-costruire una città migliore”, conclude De Sabato. (In alto, De Sabato e Cavaliere)

Tags: CavaliereDe SabatoFoggia
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