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Home - Consegnato il bene confiscato alla mafia cerignolana. Un terreno di 7 ettari diventerà luogo di aggregazione e cultura

Consegnato il bene confiscato alla mafia cerignolana. Un terreno di 7 ettari diventerà luogo di aggregazione e cultura

Di Redazione
17 Marzo 2021
in Cultura&Società
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È intitolato a Michele Cianci, vittima innocente di mafia, il terreno che la Commissione Straordinaria del Comune di Cerignola ha consegnato questa mattina, nel corso di una cerimonia ufficiale, all’Associazione temporanea di scopo (ATS) denominata “Le terre di Peppino Di Vittorio” costituita dalle Cooperative Sociali Altereco di Cerignola, in qualità di ente capofila, e Medtraining di Foggia e dal Centro di Servizio al Volontariato di Foggia. Si tratta di un terreno di circa 7 ha. con retrostante casetta colonica siti a Cerignola, in contrada San Giovanni in Zezza, inserito tra i beni acquisiti al patrimonio indisponibile del Comune di Cerignola provenienti da atti di confisca alla criminalità organizzata. La cerimonia si è svolta alla presenza del prefetto di Foggia, Raffaelle Grassi, e dei vertici provinciali delle forze dell’ordine.

Il terreno è concesso gratuitamente all’ATS nell’ambito del progetto denominato “La strada. C’è solo la strada su cui puoi contare”, vincitore dell’avviso della Regione Puglia “Cantieri innovativi di Antimafia Sociale: educazione alla cittadinanza attiva e miglioramento del tessuto urbano”, al fine di consentirne la valorizzazione così come previsto dalla legge 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie. Il progetto, che parte ufficialmente oggi con la consegna del terreno, ha quindi l’obiettivo di promuovere interventi per la realizzazione di idee imprenditoriali, creazione di spazi per il co-working, contenitori sociali e culturali, luoghi per la generazione di emozioni ed idee, attività di agricoltura sociale ed inserimento lavorativo di persone in condizioni di fragilità sociale.

Il progetto sottolinea anche l’importanza di affiancare alle attività di contrasto alla mafia politiche sociali e culturali: così il terreno di contrada San Giovanni in Zezza da segno della presenza della criminalità organizzata diventa un bene restituito alla collettività per la realizzazione di iniziative orientate all’inclusione sociale ed alle opportunità culturali. La scelta di intitolare il bene confiscato alla mafia a Michele Cianci nasce dalla voglia e dalla necessità di fare memoria, di tenere vivo il suo sacrificio, di far conoscere la sua storia ed il suo nome alle nuove generazioni e a tutta la comunità.

Michele Cianci era un commerciante di Cerignola. Aveva un negozio di armeria. Il pomeriggio del 2 dicembre del 1991 alcuni uomini entrarono nel suo negozio con l’obiettivo di rubare delle armi. L’uomo si oppose al tentativo di furto e partirono dei colpi di arma da fuoco che uccisero il giovane commerciante, che all’epoca dei fatti aveva solo 43 anni. Oggi il suo nome fa parte del lungo elenco delle vittime innocente di mafia.

Tags: bene confiscatoCerignolamafia
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