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Home - Covid, alcune regioni a rischio “arancione” (c’è la Puglia). Iss: “Epidemia resta grave, misure anche dopo feste”

Covid, alcune regioni a rischio “arancione” (c’è la Puglia). Iss: “Epidemia resta grave, misure anche dopo feste”

Di Redazione
31 Dicembre 2020
in Amministrativa, Coronavirus
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In lieve crescita l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici di Covid-19 nel periodo 8 – 21 dicembre 2020, lo si apprende dalla bozza del monitoraggio Iss-ministero della Salute: l’indice Rt medio è stato pari a 0,93 (range 0,89 – 1.02) in lieve aumento nelle ultime tre settimane.

Ultimo bollettino Italia

L’epidemia Covid in Italia si mantiene “grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali”, sottolinea il rapporto. Veneto, Liguria, Calabria hanno un Rt puntuale maggiore di 1, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2, invece Basilicata, Lombardia e Puglia lo superano nel valore medio. Mentre Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche lo sfiorano.

Veneto, Liguria e Calabria: misure dopo feste

Nello specifico per le regioni Calabria, Liguria e Veneto la bozza parla di “particolare preoccupazione” e “si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche alla fine di queste festività”.

La tabella

La tabella che riporta gli indicatori dell’Rt puntuale relativi alla 21-27 dicembre aggiornati al 29.

Abruzzo:0,65 
Basilicata: 1.09 
Calabria: 1.09 
Campania:0.78 
ER: 0.98 
Fvg:0.96 
Lazio:0.84 
Liguria:1.07 
Lombardia:1 
Marche:0.99 
Molise:0.89 
Piemonte:0.71 
PA Bolzano:0.76 
PA Trento:0.71 
Puglia:1 
Sardegna:0.78 
Sicilia:0.93 
Toscana:0.79 
Umbria 0.8 
Vda:0.83 
Veneto:1.07.

Prima volta: terapie intensive sotto soglia critica

Il monitoraggio Iss-ministero della Salute per la prima volta dalla fine di ottobre ha osservato a livello nazionale una diminuzione generale dell’impatto della epidemia nei servizi assistenziali, con i tassi di occupazioni dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche sotto la soglia critica. Ciò non deve far dimenticare che comunque “ancora 10 Regioni/PPAA hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica”.

Rischi da aumento mobilità del periodo

Il rapporto individua tra le cause di una crescita “rilevante della trasmissione di SARSCoV-2” l’aumento della “mobilità e interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione”. Con la conseguenza di un “rapido aumento dei casi a livelli potenzialmente superiori rispetto a quanto osservato a novembre in un contesto in cui l’impatto dell’epidemia sugli operatori sanitari, sui servizi e sulla popolazione è ancora significativamente elevato”.

Rimanere a casa più possibile

L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda di continuare a “mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone”, evitando contatti al di fuori del proprio nucleo abitativo, e di “rimanere a casa il più possibile”. Nel documento si raccomanda anche di rispettare le misure di sicurezza comprese le quarantene dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.

Ma nonostante la diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 gg (305,47 per 100.000 abitanti, contro i precedenti 329,53 per 100.000), complessivamente l’incidenza rimane ancora molto elevata e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese si osserva nella bozza. Che conclude affermando che nella maggior parte delle Regioni/PPAA persiste un rischio Moderato o Alto di una epidemia non controllata e non gestibile, da qui la conferma della necessità di “mantenere la linea di rigore delle misure del periodo delle feste”.

Tags: CovidEmergenzaISSLombardiaPugliaRtVenetozona arancione
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