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Home - Covid, come si diffonde il virus nell’aria in luoghi chiusi. Casa, locali, scuola: lo studio degli scienziati nelle grafiche di El Pais

Covid, come si diffonde il virus nell’aria in luoghi chiusi. Casa, locali, scuola: lo studio degli scienziati nelle grafiche di El Pais

Di Redazione
29 Ottobre 2020
in Coronavirus, Sanità & Salute
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Come si diffonde il coronavirus nell’aria in luoghi chiusi? E come si può ridurre il contagio utilizzando misure di prevenzione come la mascherina e l’aerazione di un ambiente? A dare una risposta chiara ed esemplificativa sono le grafiche di un articolo pubblicato da El Pais.

L’articolo analizza tre situazioni molto comuni: una visita in casa di parenti o amici, un pranzo in un ristorante affollato e una lezione in classe. Per calcolare le probabilità di contagio, El Pais ha utilizzato le simulazioni di un gruppo di scienziati, guidato dal professor José Luis Jiménez (esperto di chimica e dinamica delle particelle dell’aria dell’Università del Colorado) (Foto: El Pais).

Nel primo caso, si esamina quello che accade in un salotto con 6 persone di cui una infetta. Dopo quattro ore senza alcuna precauzione, resterebbero contagiati tutti (Foto: El Pais)

Se i presenti utilizzassero le mascherine, il rischio si ridurrebbe a quattro contagi. Le mascherine da sole infatti non bastano se l’esposizione in luoghi chiusi è molto lunga, spiega il quotidiano spagnolo (Foto: El Pais)

Il rischio di contagio si riduce al di sotto di una persona quando il gruppo utilizza le mascherine, riduce della metà la durata dell’incontro e inoltre arieggia la stanza (Foto: El Pais)

A preoccupare nei luoghi chiusi è il possibile contagio da aerosol, quelle minuscole particelle che una persona espelle respirando e parlando che rimangono sospese nell’aria (Foto: El Pais)

Senza ventilazione dell’ambiente chiuso, queste particelle rimangono sospese nell’aria e si condensano nella stanza con il passare del tempo (Foto: El Pais)

La grafica sottolinea il rischio di contagio in un luogo chiuso se parliamo, gridiamo o cantiamo. In questi casi infatti emettiamo molte particelle potenzialmente infettive. Queste particelle, se non diluite con l’aerazione, si concentrano nel tempo aumentando il rischio di contagio (Foto: El Pais)

Le situazioni più esplosive però sono quelle di bar e ristoranti affollati, spiega El Pais. La grafica riporta l’esempio di un bar che ha ridotto la propria capacità della metà, con 15 clienti – uno di questi infettivo – e tre dipendenti. Le porte sono chiuse e non c’è ventilazione (Foto: El Pais)

Dopo quattro ore senza alcuna misura di prevenzione, secondo questa simulazione, vengono infettati tutti gli altri 14 clienti (Foto: El Pais)

 

Sempre dopo quattro ore, ma ipotizzando che tutti indossino la mascherina, il contagio si ridurrebbe a 8 persone: ancora non abbastanza (Foto: El Pais)

Applicando una corretta aerazione dell’ambiente, utilizzando anche i condizionatori, e se il tempo trascorso al bar si accorcia, la probabilità di contagio si riduce a una sola persona (Foto: El Pais)

L’ultimo esempio analizzato è quello di un’aula scolastica con 24 alunni e un’insegnante positiva (Foto: El Pais)

Secondo l’elaborazione del Pais la situazione più pericolosa è infatti quella di un docente positivo in un’aula senza aerazione: se gli alunni passassero due ore in classe senza prendere alcuna misura di prevenzione, il contagio potrebbe raggiungere fino a 12 studenti (Foto: El Pais)

Se nell’aula tutti utilizzassero le mascherine, ma rimanendo senza aerazione,  il rischio si ridurrebbe a 5 studenti (Foto: El Pais)

Il rischio viene ad annullarsi quasi totalmente se durante la lezione l’aula viene anche aerata e se ci si ferma dopo un’ora per rinnovare completamente l’aria (Foto: El Pais) (fonte articolo SKY)

Tags: Covidstudio El Pais
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