“Il Tribunale è il luogo più a rischio, ma si è scelto di chiudere di nuovo la scuola. Io mi rifiuterei”. Le perplessità del sindaco di Troia

“Un computer, è bene metterselo in testa, non potrà mai sostituire l’uomo. Non potrà bastare la DAD. Non è questa la strada”

Le scuole chiuse annunciate dal governatore Michele Emiliano hanno suscitato molta indignazione, tante perplessità. Anche un dem come il sindaco di Troia Leonardo Cavalieri mostra i suoi dubbi, in un post social.

Il presidente Emiliano da venerdì chiude le scuole di ogni ordine e grado (tranne dell’infanzia) ma io, se potessi mi rifiuterei di farlo. Non solo perché la scuola, oggi, è tra i luoghi in cui si registra il più basso numero di contagi, (nella mia città è così), ma soprattutto perché a farne le spese saranno ancora una volta i ragazzi. Piuttosto sarebbe il caso di aumentare i controlli, di strutturare in maniera diversa alcuni servizi, alcuni luoghi in cui si circola con il minimo delle protezioni richieste ed obbligatorie. Quotidianamente mi reco in tribunale per lavoro, ogni volta torno a casa con la paura di essere stato contagiato. Il Tribunale, dove a farla da padrona è la promiscuità assoluta, credo sia tra i posti più a rischio. Ma non si può fermare la macchina giudiziaria. E allora, a fronte della necessità di fermare qualcosa, si sceglie ancora una volta la scuola. Ma io, se potessi mi rifiuterei. Se potessi, farei come in Francia, chiuderei tutto tranne la scuola. È lì che c’è il nostro futuro. Un computer, è bene metterselo in testa, non potrà mai sostituire l’uomo. Non potrà bastare la DAD. Non è questa la strada”.





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