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Home - Ataf, Cgil avvia stato di agitazione: “Rinviate riunioni sindacali per emergenza Coronavirus”

Ataf, Cgil avvia stato di agitazione: “Rinviate riunioni sindacali per emergenza Coronavirus”

Di Redazione
13 Ottobre 2020
in Amministrativa
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La Filt CGIL coordinata dall’autista Antonio Travisano ha scritto al sindaco Franco Landella e al presidente dell’Ataf, l’azienda di trasporto pubblico cittadino foggiano, Giandonato La Salandra per annunciare la proclamazione dello stato di agitazione e l’attivazione delle procedure di raffreddamento.

In una lunga nota il sindacato spiega i motivi di una tale drastica decisione. C’è dentro di tutto, ma la scelta deriva, come si legge, dall’ultima nota del C.d.A. ATAF indirizzata alle organizzazioni sindacali, con la quale viene comunicato che, in attesa dei prossimi DPCM relativi all’emergenza COVID-19, sono sospesi tutti gli incontri sindacali programmati per discutere le situazioni economiche aziendali e definire spettanze ed arretrati ai lavoratori oltre ad una serie di altre situazioni di criticità.

Solo pochi giorni fa come spiegano dalla Filt “si è tenuta l’assemblea sindacale di ATAF, durante la quale abbiamo registrato un fortissimo giudizio critico nei confronti dell’operato di questo C.d.A., ricevendo dai lavoratori, il mandato di farci portavoce nei confronti dell’utenza, delle forze politiche e delle autorità competenti del grave stato di malessere e fibrillazione diffuso tra i dipendenti e della criticità organizzativa e operativa in cui versa la società”.

Dalla Cgil sono duri: “Il clima interno all’azienda e sui luoghi di lavoro, specie nell’ultimo periodo, è diventato oltre modo invivibile. L’atteggiamento di questo C.d.A. nei confronti dei lavoratori è a dir poco vessatorio volto a volte a scalfire la dignità personale dei lavoratori, gli stessi lavoratori che malgrado tutto con infinito sacrificio tengono in piedi la baracca”, scrivono. E rivendicano: “Quegli stessi lavoratori che, con immenso sacrificio mantengono viva l’ATAF. Le officine non hanno ambienti climatizzati; gli addetti alla manutenzione dei mezzi si arrangiano smontando pezzi da circolari ormai in disuso adattandoli alla meglio o, come succede nella maggior parte dei casi, ingegnandosi con maestria in riparazioni di fortuna per permettere ai bus di circolare. Gli autisti, quotidianamente, assumendosi una mole di responsabilità che non gli competono, cercano di fornire il miglior servizio possibile all’utenza su mezzi obsoleti e fatiscenti”.

I problemi sono noti: corse soppresse, bus rotti, difficoltà nella mobilità. Per la CGIL l’Ataf vive “una situazione al limite del collasso operativo”. Una situazione, sottolineano, “che avevamo segnalato alla dirigenza aziendale in tempi non sospetti, chiedendo di formulare un piano di acquisto di pezzi di ricambio, di programmare un piano riparazione dei mezzi e l’acquisizione di veicoli anche usati per far fronte all’obsolescenza dell’attuale parco macchine al fine di poter garantire una tranquilla ripartenza dei servizi di linea dopo il periodo estivo alla riaperture delle scuole. Ma nulla di tutto ciò è stato messo in campo”.

“La dirigenza ha chiesto qualche giorno per fare i conteggi – conclude – e per poi darci delucidazioni in merito alla liquidazione delle stesse. Poi, d’improvviso ha disdetto tutti gli incontri in attesa degli ultimi decreti ministeriali. Siamo stanchi di sottostare a false promesse utili solo a prender tempo, stanchi di sottostare ad angherie di ogni specie. L’attesa dei nuovi DPCM si appare pretestuosa e strumentale”, è l’amara conclusione.

Tags: AtafFilt Cgil
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