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Home - Rimpasto di Giunta al Comune di Foggia, Landella ha poco tempo. “Meloniani” col pallottoliere nelle ex municipalizzate

Rimpasto di Giunta al Comune di Foggia, Landella ha poco tempo. “Meloniani” col pallottoliere nelle ex municipalizzate

Di Antonella Soccio
9 Ottobre 2020
in Politica
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Ore concitate, al Comune di Foggia, per l’interlocuzione serrata tra i partiti. L’obiettivo è addivenire ad un nuovo equilibrio tra assessori ed eletti nella Giunta Landella.

Sono battaglieri i meloniani che oltre all’assessore all’Ambiente Matteo De Martino e alla postazione dell’Ataf presieduta dal co-coordinatore provinciale Giandonato La Salandra, chiedono un consigliere in ogni partecipata rimanente (Amgas e Amiu in primis, ma anche Am Service) e almeno un altro assessore. Se non due, se dovessero esserci ribaltamenti civici.

Già, perché sono gli assessori civici a destare più interrogativi tra i rappresentanti dei partiti. Sergio Cangelli di Foggia Vince e Anna Paola Giuliani di DestinAzione Comune sono ancora riconosciuti dai consiglieri eletti in quei rassemblement landelliani? O sono in Giunta come emanazione del sindaco e quindi sono riferimenti leghisti che si sommano ai vecchi salviniani intoccabili Paolino La Torre e Raffaella Vacca e alle due neo salviniane Claudia Lioia e Sonia Ruscillo? In consiglio, come contraltare dei fedelissimi Francesco Morese e Lucio Ventura, ci sarebbero molti cani sciolti, che cercano interlocuzioni personali col sindaco. Essi sono in primo luogo il campione di consensi delle regionali Danilo Maffei, ma anche Tonino Capotosto, Paolo Citro, Amato Negro e in ultimo Alfonso Fiore, che per quanto destinato per la sua storia di destra, secondo molti, all’ingresso naturale in Fratelli d’Italia, ad oggi non può entrare ancora per non ingrossare troppo il partito di Giorgia Meloni.

Allo stesso tempo c’è il caso del presidente del Consiglio comunale Leo Iaccarino. “A chi appartiene? Si può definire ancora in maggioranza? ”, sono le domande di molti.

In ballo c’è il pesante assessorato al Bilancio, lasciato libero dalle dimissioni di Antonio Bove, sempre più preoccupato per l’inchiesta sugli alloggi popolari.

Il Bilancio è conteso sia da Bruno Longo, che mira al sicuro ritorno nell’esecutivo del genero funzionario dell’Agenzia delle Entrate Claudio Amorese, sia da Raffaele Di Mauro, che potrebbe favorire ancora una volta Annarita Tucci collega di studio della cognata ed ex consigliera comunale tornata con la toga a tempo pieno Ilaria Mari.

C’è poi la casella della Sicurezza, che Cinzia Carella dovrà lasciare. Insomma tutto è in gioco e non è escluso che possa esserci qualche rimescolamento di deleghe. I più ottimisti credono che entro due giorni tutti i nodi saranno sciolti, anche a causa del pressing delle opposizioni e del clima poco sereno in città causato dall’aumento dei contagi da Covid.

Per le partecipate vale lo stesso discorso di appartenenza. Ci sono uomini e donne non riconducibili ai partiti. Uno su tutti il sindacalista Antonio Zenga. Ma anche il consigliere Amiu Antonello Di Paola, collega Asl al Centro Igiene del sindaco e il cui fratello vigile urbano era ai festeggiamenti della elezione di Joseph Splendido in Via Gramsci. “Di Paola siede in Amiu per conto della Lega? Dovranno dircelo Vigiano ed Ursitti”, è il sentiment dei meloniani, che puntano anche alla presidenza Amgas ormai troppo silente con il commercialista Pier Luca Fontana.

Stesso ragionamento per la giovane commercialista Anna Maria De Martino consigliera di Am Service, campionessa di consensi nella civica pizzarottiana nel 2019 ma non eletta per via della sconfitta di Pippo Cavaliere. Ora è dirigente regionale pugliese delle Donne Udc di Lorenzo Cesa e condivide il Cda con il suo coordinatore provinciale centrista Francesco D’Innocenzio. Troppo Udc nella partecipata informatica, alla presidenza deve esserci un avvicendamento, secondo i più.

Tags: amgasBruno LongoClaudio AmoreseFratelli d'ItaliaGiunta LandellaLeo IaccarinopartecipateRaffaele Di Mauro
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