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Home - I soldi della mafia foggiana nelle casse di Proshop, una storia di estorsioni e minacce

I soldi della mafia foggiana nelle casse di Proshop, una storia di estorsioni e minacce

Di Francesco Pesante
31 Marzo 2017
in Cronaca
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I soldi della mafia foggiana nelle casse di Proshop, nota azienda di prodotti per la pulizia. I carabinieri del comando di Foggia hanno rivelato una storia di estorsioni e minacce – mai denunciate dalla vittima – con protagonisti Leonarda Francavilla, 35enne sorella di Antonello ed Emiliano e Antonio Salvatore, 26 anni, convivente della figlia di Mario Lanza e della stessa Leonarda Francavilla. Le indagini dei militari riguardano il periodo dal novembre 2015 al marzo 2016 e partirono dopo alcuni gravi episodi intimidatori ai danni dei proprietari del marchio commerciale. Il 12 novembre 2015 il titolare di Proshop, trovò la sua Audi Q5 danneggiata alla carrozzeria e al parabrezza da alcuni colpi d’arma da fuoco. Il 17 novembre, invece, un attentato dinamitardo colpì l’attività in via Zodiaco a Foggia che esponeva il marchio Proshop e che solo dopo è risultata non riconducibile ai titolari della catena. Ma i due episodi accesero subito l’attenzione dei militari, convinti fin da subito che dietro potesse celarsi la “solita” estorsione.

Ed infatti, grazie ad attività tecniche, interrogatori e l’attento studio di un’ingente mole di documentazione amministrativa e contabile, sono emerse le pressioni criminali fatte a titolari e gestori di Proshop da parte degli affiliati al clan Sinesi-Francavilla. Le vittime costrette ad effettuare, in condizioni commercialmente inaccettabili, una fornitura di merce del valore di circa 30mila euro a favore di una società costituita dagli indagati solo il 21 dicembre 2015. In buona sostanza Leonarda Francavilla era intenzionata ad aprire un negozio di casalinghi a Foggia e pretendeva una fornitura di merce dal noto Proshop per avviare al meglio la propria attività. 

Una fornitura che secondo gli investigatori è stata concessa in condizioni di assoluto favore, finanziariamente definibili “da suicidio”, vista la mancata copertura economica dei titoli di credito consegnati in pagamento, il mancato rilascio di garanzie del credito, l’assenza di un contratto in forma scritta, tutte condizioni estorte con reiterate minacce, seppure implicite ma aggravate, tra l’altro, dall’essersi gli indagati avvalsi della forza intimidatoria derivante dalla nota parentela con gli elementi di spicco del clan Sinesi-Francavilla, uno dei più in vista della “Società Foggiana”. Leonarda Francavilla, moglie di Mario Lanza, è anche sorella di Emiliano e Antonello Francavilla, quest’ultimo a sua volta genero di Roberto Sinesi, boss del clan. La stessa Leonarda Francavilla, detta “Dina”, venne pizzicata dalle forze dell’ordine già ad aprile 2016 nell’operazione “Rodolfo”.

Tags: FoggiaLeonarda FrancavillamafiaSinesi-Francavilla
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