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Home - Foggia: ex dipendenti Mazal scrivono a sindaco e prefetto. “28 famiglie dimenticate da tutti e offese nella dignità”

Foggia: ex dipendenti Mazal scrivono a sindaco e prefetto. “28 famiglie dimenticate da tutti e offese nella dignità”

Di Redazione
23 Ottobre 2019
in Amministrativa
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Un gruppo di ex dipendenti di “Mazal Global Solutions”, società che si é occupata fino al luglio 2017 della riscossione dei tributi locali per il comune di Foggia, segnala alla nostra redazione una lettera da sottoporre all’attenzione del sindaco di Foggia, Franco Landella e al Prefetto Raffaele Grassi.

“Non crediamo che ci sia bisogno di ricordarvi nulla della nostra storia visto che, per lungo tempo, ha occupato le pagine di tutti i quotidiani locali, ma una breve rinfrescata forse è utile a tutti i soggetti in causa. Lavoratori più volte apostrofati ‘figli della politica’ o del “ho famiglia’. Sempre al centro della cronaca finchè per la società Mazal non ci è stato alcun tipo di problema e poi, subito dimenticati quando per mesi abbiamo lavorato gratis e quando, cosa ancora più grave, 28 di loro, anche complice il sindacato con un accordo scellerato e il silenzio della politica, sono rimasti a casa senza lavoro – sottolineano -. Leggiamo in queste ore di politici intenzionati, invece, a garantire giustamente, il lavoro a 30 famiglie di dipendenti di Adriatica Servizi, colpita da una interdittiva antimafia, subentrata a Mazal Global Solutions”.

Domande. “Ci chiediamo perché, la stampa locale sempre interessata alla Mazal, smise di occuparsene o almeno smise di chiedersi come mai 28 lavoratori restarono a casa senza lavoro e quale furono i criteri di selezione che adottò la nuova società? Nessun criterio legale, nessun rispetto per l’anzianità di servizio, nessun rispetto per i carichi familiari, nessun rispetto per la professionalità, nessun rispetto per il titolo di studio, nessun rispetto per situazioni familiari perticolari – spiegano -. Unico contentino, per soffocare eventuali proteste o azioni legali, complice il sindacato, la clausa di eventuali assunzioni per ulteriori inserimenti di altri dipendenti nella nuova società. Clausola, mai applicata, della durata di due anni da luglio 2017 ad agasto 2019, guarda caso il mese precedente alla interdittiva antimafia. Ci chiediamo anche come mai un commissario straordinario svendeva una società di riscossione a due imprenditori edili locali che ponevano come condizione prioritaria il dimezzamento del personale? – continuano -. Ci chiediamo perché né stampa, né politica, né sindacati si sono chiesti quali fossero stati i criteri in base ai quali 28 lavoratori sono rimasti a casa e 30 lavoratori sono passati ad Adriatica Servizi senza neanche un colloquio, o un minimo rapporto di conoscenza dei lavoratori in organico a Mazal Global Solutions? Nessuno si pone queste domande?”.

Delusione. “In questi giorni leggiamo di una lettere di elogio, ma anche servile, dei dipendenti della Adriatica Servizi verso i due imprenditori edili colpiti dall’interdittiva antimafia e nessun accenno ai vecchi colleghi che hanno perso ingiustamente il lavoro. Questo atteggiamento ci lascia una enorme delusione e amarezza, non vogliamo aggiungere altri sentimenti. Un appello al sindaco, alla giunta comunale, al consiglio comunale tutto, al Prefetto, al sindacato, a tutti quelli che dovranno decidere del futuo della riscossione dei tributi del comune di Foggia, di ricordare che ci sono 28 famiglie che a luglio del 2017 sono state discriminate, offese nella dignità e dimenticate da tutti. Certi di aver fornito utili spunti di riflessione e scusandoci se abbiamo toccato qualche sensibilità”.

Tags: ex dipendentiFoggiaMazal Global Solution
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