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Home - Puglia, cambiano gli assegni di cura ai disabili. M5S: “Fondi ridotti”

Puglia, cambiano gli assegni di cura ai disabili. M5S: “Fondi ridotti”

Di redazione
29 Giugno 2017
in Welfare
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Saranno di più i pugliesi con disabilità che potranno accedere agli assegni di cura.  La Regione sta lavorando perché si possa essere attivi già all’inizio di luglio: i benefici decorreranno dalla data di uscita dell’avviso e non da quella della presentazione della domanda.
Lo confermano il presidente Michele Emiliano e l’assessore al Welfare Salvatore Negro, in vista dell’approvazione in Giunta dell’avviso e della sua pubblicazione, prevista per i prossimi giorni. La Regione finanzierà gli Assegni di cura con 30 milioni di euro, di cui ben 12 sono di provenienza regionale.
“I fondi e le prestazioni per i disabili gravemente non autosufficienti non sono stati ridotti – spiegano Emiliano e Negro – ma intendiamo erogare prestazioni di qualità alle famiglie anche per evitare di ingolfare il sistema sanitario che non ha la missione di assistere nelle strutture ospedaliere i pazienti cronici che devono avere un’assistenza domiciliare di alto livello.
Con l’assegno di cura ci incamminiamo su questa strada. Lo sforzo della Regione Puglia è enorme: solo per avere un termine di confronto, si pensi che la Regione Toscana, finanzia una misura simile senza alcuna integrazione da fondi regionali”.
Nelle altre regioni l’assegno di cura è condizionato – ad esempio – all’assunzione di assistenti familiari. In Puglia invece il sussidio viene dato direttamente alle famiglie senza altri obblighi. Si vuole infatti favorire il potenziamento delle prestazioni domiciliari e delle altre prestazioni che riducano il ricovero inappropriato nelle strutture ospedaliere e nelle strutture sociosanitarie territoriali. L’importo mensile riconosciuto sarà di 1.000 euro al mese e vi avranno accesso tutti i disabili e anziani non autosufficienti gravissimi titolari di indennità di accompagnamento, senza considerare l’ISEE come ulteriore requisito di accesso. La platea sarà così ampliata a 2.500 pazienti gravissimi. La procedura per le domande sarà semplificata, come richiesto dalle associazioni, utilizzando le banche dati Inps già esistenti per l’analisi di chi gode di altri benefici; i disabili gravissimi non reversibili eviteranno ulteriori visite e procedure”.
La Regione ha poi accolto le richieste di molte della associazioni per pesare in modo più rilevante la fragilità familiare, ridurre il peso dell’ISEE familiare come indice di una maggiore fragilità economica, e considerare anche le condizioni di assenza di lavoro nelle famiglie per le graduatorie.

Critiche dal M5S

“Migliaia di famiglie attendono dallo scorso settembre la riapertura del bando per accedere all’assegno di cura per persone non autosufficienti. Oggi ci è stato riferito in Commissione che il bando verrà riaperto a partire dal 1°luglio. Ci chiediamo chi pagherà la continuità assistenziale per questi otto mesi?”. Lo chiedono i consiglieri del M5S Mario Conca e Marco Galante al termine della seduta della III Commissione Consiliare Sanità nel corso della quale l’assessore al welfare Negro ha riferito sul prossimo bando per l’erogazione degli assegni di cura. È emerso che la platea di potenziali beneficiari è di circa 6.000 persone, ma al momento il Governo regionale, a cui sono stati ridotti i fondi erogati dal Ministero, potrà garantire l’assegno solo ai 2.500 beneficiari storici, a cui verrà ridotto da 1.100 a 1.000 euro per cercare di aumentare il numero degli aventi diritto.
“La disponibilità attuale della Regione è di 30 milioni di euro, che potrebbe salire a 35 milioni, mentre per coprire le esigenze di tutti i potenziali beneficiari servirebbero 72 milioni che la Regione non ha – incalzano i pentastellati – vorremmo ricordare a Emiliano che 72 milioni di euro corrispondono all’1% della spesa regionale in sanità. È assurdo che la Giunta sostenga di non poterli recuperare. Basterebbe ridurre gli sprechi, ricercare la famigerata appropriatezza e combattere seriamente la corruzione.” I cinquestelle ricordano a tal proposito come ad esempio il budget per la spesa farmaceutica non dovrebbe superare un miliardo di euro l’anno, mentre la Regione ne spende un miliardo e trecento milioni..
“Un aggravio – spiegano – causato dall’inappropriatezza prescrittiva, dalla mancata applicazione dell’articolo 8 della Legge 405/2001 e dalla pressoché totale assenza di misure atte a contrastare le ruberie già balzate agli onori della cronaca. Ad esempio non è mai partita l’attività del NIRS, il Nucleo Ispettivo Regionale Sanitario, si tratta di un organismo che dovrebbe svolgere attività di vigilanza e controllo, ma allo stato attuale è privo di qualsiasi funzione. Così come al momento è del tutto inesistente la volontà di combattere la corruzione in Sanità che consentirebbe di recuperare oltre 250 milioni l’anno (cifra arrotondata per difetto). Abbiamo presentato in questi due anni decine di mozioni per segnalare spese inappropriate e norme anticorruzione mai applicate dai dirigenti delle Asl, ma evidentemente l’assessore alla Sanità Emiliano preferisce ridurre gli assegni di cura e tagliare i posti letto negli ospedali piuttosto che – concludono – intervenire attraverso una programmazione seria che possa recuperare le risorse necessarie al settore sanitario”

Tags: assegni curaDisabiliEmilianoM5SnegroPuglia
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