Il calo dei passeggeri registrato nei primi sette mesi del 2026 all’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia non sarebbe legato a una scarsa risposta del territorio, ma alla riduzione delle tratte e delle frequenze disponibili. È questa la posizione espressa dal comitato Mondo Gino Lisa, che invita a leggere i dati dello scalo foggiano tenendo conto del contesto operativo e del cambio di offerta intervenuto rispetto all’anno precedente.
Secondo il comitato, la domanda proveniente da Foggia e dalla sua provincia resta solida, come dimostrerebbero l’affluenza sui collegamenti per Milano e Torino, i prezzi mediamente elevati dei biglietti e i primi riscontri ottenuti con la riapertura della rotta per Bergamo.
“L’utenza risponde presente ogni volta che il servizio viene garantito”, sostiene il comitato, indicando come priorità l’ampliamento dell’offerta, l’aumento delle frequenze, la diversificazione delle destinazioni e una maggiore promozione dei voli disponibili.
Il confronto tra voli e passeggeri
Il dato evidenziato nei report di Assaeroporti parla di una flessione del 30% del traffico passeggeri nei primi sette mesi dell’anno. Per Mondo Gino Lisa, però, il numero rischia di risultare fuorviante se isolato dagli altri indicatori.
Nel periodo gennaio-luglio 2025, quando i collegamenti erano operati da Lumiwings, furono registrati 894 movimenti aerei, comprese le rotte nazionali e il volo internazionale per Monaco. Nello stesso periodo del 2026, con Aeroitalia, i movimenti sono scesi a 576 e hanno riguardato esclusivamente Milano, Torino e Bergamo.
La riduzione dei voli offerti è quindi pari al 36%, mentre il numero complessivo dei passeggeri è passato da 46.363 a 32.543. Per il comitato, la contrazione dei viaggiatori sarebbe dunque una conseguenza diretta della minore disponibilità di frequenze.
Un load factor superiore al 65%
L’impiego di aeromobili con una capienza ritenuta adeguata alla domanda avrebbe consentito di raggiungere un tasso medio di riempimento, il cosiddetto load factor, superiore al 65%.
Mondo Gino Lisa considera il risultato significativo per uno scalo di dimensioni ridotte e lo interpreta come la conferma dell’esistenza di uno “zoccolo duro” di passeggeri, capace di mantenere una domanda stabile anche in presenza di un’offerta più limitata.
Il comitato richiama inoltre il confronto con il mercato, ricordando che le principali compagnie low cost raggiungono percentuali di riempimento più alte, mentre i vettori tradizionali si collocano mediamente tra l’80% e l’84%.
Il cambio di vettore e il ritorno a Linate
Nella lettura proposta dal comitato incidono anche il cambio di compagnia, la riprogrammazione delle rotte e il ritorno del collegamento milanese da Malpensa a Linate, che avrebbe ottenuto riscontri positivi.
“Analizzare i numeri senza considerare queste variabili significa scivolare nel falso mito secondo cui il territorio non risponde”, osserva Mondo Gino Lisa. La domanda, secondo il comitato, sarebbe invece strettamente legata alla qualità, alla continuità e alla varietà dell’offerta.
Il confronto con gli ultimi quattro anni mostrerebbe inoltre che nel 2025, nonostante il raddoppio dei voli, il load factor si era mantenuto su livelli simili a quelli del 2023. Un elemento interpretato come prova della capacità dell’aumento dell’offerta di intercettare nuovi viaggiatori.
La flessione della stagione estiva
Il comitato si sofferma anche sull’andamento dei mesi estivi. L’analisi dello scalo foggiano mostrerebbe una flessione ricorrente a luglio rispetto a giugno e settembre, legata soprattutto alla composizione delle rotte attuali.
L’offerta sarebbe infatti orientata prevalentemente verso esigenze di lavoro e studio, che tendono a diminuire nel pieno dell’estate. Il segmento turistico, invece, seguirebbe dinamiche differenti e non disporrebbe ancora di collegamenti diretti verso destinazioni stagionali come la Sardegna o le isole greche e spagnole.
Per Mondo Gino Lisa, la riduzione estiva non dimostrerebbe quindi una debolezza della domanda, ma l’assenza di prodotti di volo costruiti appositamente per il turismo.
La richiesta di potenziare l’offerta
La conclusione del comitato è netta: “Nessun aeroporto cresce se si dimezzano le tratte e le frequenze, neanche il Gino Lisa”.
L’obiettivo non dovrebbe essere soltanto quello di mantenere il tasso di riempimento, ma di aumentare strutturalmente il numero complessivo dei passeggeri. Per riuscirci, secondo Mondo Gino Lisa, occorre potenziare e stagionalizzare l’offerta, garantire continuità ai collegamenti e introdurre nuove destinazioni capaci di intercettare anche la domanda turistica.
“Basta dare i numeri”, conclude il comitato, invitando istituzioni e operatori a leggere i dati nel loro contesto reale e a costruire una strategia di crescita fondata sull’ampliamento dei voli.













