Clima tesissimo nel Consiglio comunale di Vieste, dove l’ex assessore Tano Paglialonga ha ufficializzato il proprio passaggio dalla maggioranza all’opposizione, pronunciando un duro intervento nei confronti dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Nobiletti.
La seduta si è conclusa anticipatamente dopo l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri di maggioranza, che ha fatto venir meno il numero legale, interrompendo il dibattito mentre Paglialonga stava affrontando il tema dell’inchiesta giudiziaria che vede indagati, nella fase delle indagini preliminari, il sindaco Nobiletti, l’ex assessora del Comune, Graziamaria Starace, oggi consigliera regionale dimessasi da assessora al Turismo della giunta Decaro e un dirigente comunale, Vincenzo Ragno. Nell’inchiesta, Paglialonga riveste il ruolo di testimone chiave. Gli indagati avranno la possibilità di far valere le proprie ragioni nel prosieguo del procedimento giudiziario.
“Sono stato lasciato solo perché ho scelto la legalità”
Nel suo intervento in aula, l’ex assessore ha spiegato le ragioni della propria scelta. “Dopo che ho testimoniato contro il sindaco Giuseppe Nobiletti e l’ex assessora Starace sono stato lasciato solo perché ho scelto la legalità. Anche le attività imprenditoriali della mia famiglia sono state boicottate”, ha dichiarato. Paglialonga ha poi ricordato il proprio ruolo nella vicenda giudiziaria.
“Sono diventato la pietra dello scandalo perché sono testimone diretto di un’ipotesi di reato denunciata da Alessandro Corso. In qualità di pubblico ufficiale non potevo far finta di non aver visto e sentito, soprattutto in un Comune che ama definirsi il Comune della legalità”. L’ex assessore ha aggiunto di aver scelto di collaborare con i carabinieri nonostante, a suo dire, vi fosse chi riteneva avrebbe dovuto mantenere il silenzio. “Io invece sono contento della mia scelta. La notte posso dormire tranquillo con la mia coscienza”, ha concluso.
Il post dopo il Consiglio
Al termine della seduta, Paglialonga ha affidato ai social una riflessione su quanto accaduto in aula, annunciando ufficialmente il passaggio all’opposizione. “Quando il confronto fa paura”, scrive nel titolo del post, spiegando di aver chiesto la parola “per spiegare ai cittadini le ragioni di questa scelta e per affrontare, nella sede istituzionale più importante del nostro Comune, anche le questioni riguardanti il presunto tentativo di concussione che coinvolge il sindaco e l’ex assessore Graziamaria Starace”. Secondo il consigliere, “temi di tale rilevanza debbano essere discussi nelle istituzioni, davanti ai cittadini, e non sui social”.
Paglialonga giudica “di una gravità inaudita” la decisione della maggioranza di lasciare l’aula durante il suo intervento. “È una scelta politica che considero incomprensibile e profondamente irrispettosa nei confronti del Consiglio comunale e, soprattutto, dei cittadini. Invece di restare in aula, ascoltare e confrontarsi, si è preferito interrompere il dibattito”. Nel post viene inoltre criticata la mancata condivisione della diretta del Consiglio comunale sui profili social istituzionali del Comune, circostanza che, secondo Paglialonga, avrebbe reso più difficile ai cittadini seguire i lavori dell’assemblea.
“La trasparenza e la democrazia non si proclamano a parole: si dimostrano garantendo il confronto”, conclude il consigliere, assicurando che continuerà a svolgere il proprio ruolo “con serietà, rispetto delle istituzioni e senso di responsabilità”.
La replica del sindaco
Al termine del Consiglio comunale, il sindaco Giuseppe Nobiletti ha replicato alle accuse dell’ex assessore. “Quella raccontata da Paglialonga è la sua versione, che a noi non interessa”, ha dichiarato, aggiungendo di non voler entrare nel merito dell’inchiesta giudiziaria. “Conosciamo poco dell’attività di indagine, attendiamo con fiducia i suoi sviluppi e parleremo quando sarà il momento”. Nobiletti ha inoltre spiegato la scelta della maggioranza di lasciare l’aula: “Credo che tutti i consiglieri non volessero sentire oltre, sentirsi abusati in un certo qual modo, per questo si sono alzati e se ne sono andati”. Il primo cittadino ha infine ribadito la compattezza della maggioranza consiliare.
L’inchiesta richiamata nel dibattito riguarda le presunte pressioni esercitate nei confronti dell’imprenditore balneare Alessandro Corso, ex marito di Graziamaria Starace, in relazione alla concessione demaniale del lido Verdemare. Si tratta di un procedimento ancora nella fase delle indagini preliminari, nel quale gli indagati potranno esercitare pienamente il proprio diritto di difesa.








