Dopo le perquisizioni eseguite dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Foggia su presunti episodi di corruzione e turbativa negli appalti pubblici, emergono nuovi dettagli contenuti nel decreto firmato dal pubblico ministero Giovanni Mongelli.
Come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, gli accertamenti riguardano almeno 14 persone e due società, chiamate a rispondere, a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità, di corruzione, turbativa, induzione indebita, falso, omissione di atti d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, truffa e reati in materia di lavori pubblici.
Le dichiarazioni che avrebbero fatto partire l’indagine
Secondo la ricostruzione del quotidiano, il punto di partenza dell’inchiesta sarebbe rappresentato dalle dichiarazioni di un imprenditore locale che, dopo aver subito l’incendio di un escavatore, avrebbe raccontato agli investigatori presunte anomalie legate all’appalto da circa sette milioni di euro per la messa in sicurezza dell’ex discarica di San Marco in Lamis, aggiudicato a una società riconducibile all’imprenditore Giuseppe Caroprese, indagato nel primo filone dell’inchiesta risalente al marzo scorso.
Nel verbale viene riportato anche il racconto di una conversazione che l’imprenditore avrebbe avuto con Rita De Maio, moglie di Caroprese, la quale avrebbe sostenuto di poter contare su presunti appoggi politici e giudiziari. Tra le circostanze riferite agli investigatori vi sarebbe anche il presunto versamento di 300mila euro in contanti al sindaco Michele Merla. Si tratta di elementi investigativi che costituiscono l’ipotesi accusatoria e che dovranno trovare eventuali riscontri nel prosieguo delle indagini.
L’appalto della discarica e il ruolo dei tecnici
Uno dei filoni centrali riguarda la gestione dell’appalto per la bonifica dell’ex discarica comunale. Gli investigatori stanno verificando presunte irregolarità nell’esecuzione dei lavori e nella direzione dell’intervento.
Tra gli indagati figura l’ex dirigente comunale del Comune garganico, Tullio Mendolicchio, che secondo l’impostazione accusatoria avrebbe avuto un ruolo in alcuni affidamenti e nella gestione di opere pubbliche finite sotto la lente della procura.
Le contestazioni sulle disinfestazioni
Tra gli episodi contestati compare anche la vicenda legata ai servizi di disinfestazione e derattizzazione. Secondo gli inquirenti, il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla del Pd avrebbe indotto il titolare di una ditta che lavorava per il Comune ad affidare alcuni servizi all’impresa riconducibile a Michele Urbano, anch’egli indagato.
Sempre secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, la stessa azienda avrebbe ottenuto affidamenti dal Comune e dalla Provincia per interventi nelle scuole, che la procura ritiene privi di effettive esigenze connesse all’igiene pubblica. Nell’inchiesta viene citata anche una dirigente comunale che avrebbe disposto la chiusura degli istituti superiori per consentire tali interventi.
I controlli dell’Asl e il nome di Cursio
Un ulteriore capitolo riguarda presunte pressioni esercitate su due dipendenti del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Foggia affinché non venisse formalizzato un verbale nei confronti di una società attiva nel settore delle forniture odontoiatriche.
Nel corso delle perquisizioni è stato inoltre coinvolto il ristoratore Michele Cursio, indagato per induzione indebita. I finanzieri hanno acquisito documentazione e dispositivi elettronici ritenuti utili alla ricostruzione dei rapporti tra i soggetti coinvolti.
Sotto la lente anche il Pug di San Marco
Tra gli indagati compare inoltre Antonio Del Mastro, dirigente dell’area Lavori pubblici del Comune di San Marco in Lamis.
Secondo la procura, riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, Del Mastro sarebbe contemporaneamente socio di un’impresa impegnata nella realizzazione di immobili residenziali. Gli investigatori ipotizzano presunti illeciti urbanistici che sarebbero stati superati formalmente attraverso l’attuale Piano urbanistico generale del Comune, che secondo gli atti d’indagine sarebbe caratterizzato da presunte omissioni e irregolarità tecniche.
Acquisiti cellulari e computer
Le perquisizioni hanno riguardato abitazioni private, uffici comunali e sedi aziendali. La Guardia di Finanza ha sequestrato telefoni cellulari, computer e documentazione che verranno ora analizzati alla ricerca di ulteriori elementi investigativi.
L’inchiesta resta nella fase preliminare e tutte le persone coinvolte devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.













