L‘ex governatore Michele Emiliano, in attesa di conoscere cosa deciderà per lui il CSM, è in libreria col suo primo romanzo, L’alba di San Nicola, edito da Solferino.
L’appuntamento di Foggia all’hotel Cicolella, condotto dai giornalisti Micky de’ Finis e Alessandra Benvenuto, è stato la prima tappa di una tre giorni di presentazioni del libro che è un po’ legal thriller, un po’ romanzo storico e un po’ saggio civile.
Bari, maggio 1911. È l’alba del giorno dopo la grande festa di San Nicola quando, su una spiaggetta cittadina, viene ritrovato il corpo di una ragazza uccisa da una coltellata netta al cuore. Stretto nella mano, un indizio inquietante: un bottone militare con il monogramma del re. Il sospettato perfetto è il giovane pescatore Sabino Lepore, amico d’infanzia della vittima, Anna: ne era innamorato e soprattutto è povero, impulsivo, senza difese. Ma il maresciallo Michelangelo Piemontese, cresciuto a Bari Vecchia negli stessi vicoli del presunto assassino, non ci sta a quella verità precostituita. A chi appartiene quel bottone e chi è il misterioso tenente Massimo Sella, che forse era con Anna quella sera ma che non avrebbe dovuto nemmeno trovarsi a Bari? Per opporsi a un esito già scritto, Michelangelo va a cercare fino a Napoli un’alleata: Maria, brillante avvocatessa e amica di Anna, una donna abbastanza conturbante e libera da preoccupare non poco Concetta, moglie del maresciallo.
Sono i personaggi femminili che fanno evolvere il romanzo come ha spiegato Emiliano ad un uditorio composto da tanti maggiorenti Pd e moltissimi medici e dirigenti Asl e del Policlinico. Dal professor Carrieri al sindaco e urologo Rocco Di Brina. Presente tutto il board del gruppo Telesforo e tantissimi grandi elettori del centrosinistra emilianista. Da Rosario Cusmai e Patrizia Lusi con tutta la squadra di Con all’ingegner Pippo Cavaliere.
“Ho avuto la mia quarta figlia, ha 9 mesi e non riesco a stare troppo tempo lontano da lei. Tutte le cose belle della vita sono più apprezzate in età adulta. Apprezziamo di più quello che in gioventù abbiamo vissuto di corsa senza accorgercene. Evviva i miei coetanei, ve ne faremo vedere ancora delle belle. Il libro mi è stato commissionato dal Corriere della Sera. All’inizio pensavo volessero un legal thriller, ma per quel genere bisogna sottrarre elementi alla realtà. Mi sono lanciato in un romanzo storico, affrontando un tema poco battuto come la guerra di Libia”. Il protagonista il Maresciallo Michelangelo Piemontese potrebbe non essere un personaggio seriale, Emiliano si tiene aperta la possibilità.
“Piemontese non è un investigatore professionista, per lui la ricerca della giustizia viene al di sopra della legge precostituita. Siamo nel pieno della guerra di Libia, l’impalcatura thriller serve a parlare d’altro. I personaggi hanno preso vita”.
Emiliano fa anche qualche forzatura storica nel suo romanzo, la presenza femminile di una avvocata a Bari anticipa di parecchi anni, con innovazioni procedurali, la prima donna avvocata italiana iscritta all’ordine, ossia la torinese Lidia Poet.











