Continua ad allargarsi il caso che ruota attorno all’ex amministratore di condominio, fuggito in Asia, Luigi Morsillo, già indicato da numerosi residenti foggiani come responsabile di aver lasciato alle spalle pesanti esposizioni debitorie in diversi stabili della città.
Dopo le segnalazioni arrivate da via Rovelli, via Luigi Pinto, via Lecce, via Ignazio D’Addedda, via Rione dei Preti, viale Candelaro, via Molfetta e dal quartiere Diaz, emerge ora anche una querela formalmente depositata alla Procura della Repubblica da alcuni condomini di un edificio di viale Pinto, assistiti dall’avvocato Giovanni Marseglia del Foro di Foggia.
La querela presentata a maggio
Il legale riferisce di aver depositato l’atto di querela nel maggio 2026 per conto di alcuni residenti che contestano la gestione dell’ex amministratore.
Secondo quanto ricostruito dall’avvocato attraverso la documentazione consegnata dai condomini, il palazzo avrebbe accumulato un debito nei confronti dell’Acquedotto Pugliese pari a circa 150mila euro, una situazione che avrebbe esposto lo stabile anche al rischio di interruzione del servizio idrico.
Marseglia sostiene che i condomini si sarebbero accorti della situazione diversi mesi prima dell’esplosione del caso e avrebbero iniziato a chiedere chiarimenti, senza però ottenere risposte soddisfacenti.
“Debiti complessivi per oltre 221mila euro”
La situazione descritta dal professionista non riguarderebbe soltanto le utenze idriche.
Secondo quanto riportato nella querela, l’ex amministratore avrebbe lasciato al condominio ulteriori passività che porterebbero il totale dei debiti a circa 221mila euro.
Una circostanza che, se confermata dagli accertamenti, rappresenterebbe una delle esposizioni economiche più rilevanti tra quelle finora emerse nelle numerose segnalazioni raccolte negli ultimi giorni.
I dubbi sui rapporti con l’Acquedotto Pugliese
L’avvocato riferisce inoltre di aver rinvenuto, all’interno della documentazione esaminata, alcune dichiarazioni di accollo del debito sottoscritte dall’amministratore per conto del condominio.
Tra le carte vi sarebbero anche comunicazioni dell’Acquedotto Pugliese relative a presunte effrazioni dei contatori e a utenze che sarebbero state riattivate dopo precedenti chiusure.
Da qui una serie di interrogativi che il legale rivolge pubblicamente all’ente gestore.
“Come è possibile che debitorie di queste dimensioni maturino nel tempo senza che si riesca a intervenire prima?”, si chiede Marseglia, evidenziando come l’acqua rappresenti un bene essenziale e come le conseguenze ricadano inevitabilmente sui condomini chiamati poi a saldare le somme richieste.
“Documenti contabili non consegnati”
Tra gli aspetti segnalati nella querela vi sarebbe anche il mancato rilascio della documentazione contabile al momento della cessazione dell’incarico.
Secondo quanto riferito dal legale, la rottura del rapporto fiduciario tra amministratore e condomini avrebbe reso ancora più difficile ricostruire la situazione economica dello stabile e verificare nel dettaglio la gestione delle somme versate dai residenti.
La richiesta di intervento della procura
Marseglia auspica ora che la Procura della Repubblica possa approfondire l’intera vicenda alla luce delle numerose segnalazioni emerse in città.
L’avvocato sottolinea come le eventuali responsabilità dell’ex amministratore dovranno essere accertate dagli organi competenti, ma invita anche a verificare il funzionamento dei meccanismi di controllo che avrebbero dovuto impedire il progressivo accumulo di esposizioni debitorie così elevate.
Nel frattempo continua ad aumentare il numero di condomini che si dichiarano danneggiati dalla gestione di Morsillo, che secondo numerose testimonianze raccolte nelle ultime settimane sarebbe ormai irreperibile e si sarebbe trasferito all’estero, circostanza che tuttavia non risulta al momento ufficialmente confermata dalle autorità.













