Gli agricoltori pugliesi sono scesi in piazza a Bari per denunciare quello che definiscono un vero e proprio assalto ai comparti dell’olio extravergine d’oliva e del grano duro italiano. La mobilitazione promossa da Coldiretti si è svolta davanti alla Prefettura di Bari, in Piazza Libertà, nell’ambito di una protesta nazionale che ha coinvolto contemporaneamente tredici capoluoghi di regione.
Una delegazione dei dirigenti di Coldiretti Puglia è stata ricevuta dal prefetto Francesco Russo, al quale è stato consegnato un documento contenente le principali richieste del mondo agricolo.
“Difendere agricoltori e consumatori”
Al centro della protesta ci sono il crollo delle quotazioni agricole, le importazioni dall’estero e le presunte speculazioni che, secondo l’organizzazione, starebbero mettendo in difficoltà migliaia di aziende.
“Dalla Puglia parte un messaggio forte contro chi specula sulla pelle degli agricoltori e dei consumatori, colpendo due produzioni simbolo del Made in Italy come l’olio extravergine d’oliva e il grano”, ha dichiarato il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo.
L’organizzazione chiede maggiori controlli lungo tutta la filiera, più trasparenza sull’origine dei prodotti e l’applicazione del principio di reciprocità nei confronti delle produzioni provenienti dall’estero.
Olio extravergine, prezzi dimezzati in un anno
Tra le principali emergenze segnalate dagli agricoltori c’è il comparto olivicolo.
Secondo Coldiretti, nell’ultimo anno il prezzo dell’olio extravergine d’oliva sarebbe diminuito del 50%, mentre i costi sostenuti dai produttori sarebbero aumentati di oltre 200 euro per ettaro.
L’associazione punta il dito contro presunte frodi sull’origine del prodotto e chiede strumenti più incisivi per individuare eventuali irregolarità. Tra le proposte avanzate figurano l’utilizzo della risonanza magnetica e della mappatura isotopica per certificare la provenienza degli alimenti, con la possibilità di utilizzare tali strumenti anche come prova nei procedimenti giudiziari.
Coldiretti sollecita inoltre la sospensione dell’olio a dazio zero proveniente dalla Tunisia, il blocco del traffico di perfezionamento attivo sull’olio estero e l’introduzione dell’obbligo di fatturazione delle olive per garantire una tracciabilità completa.
Grano duro, “19 centesimi al chilo sono un insulto”
Analoga la situazione denunciata nel settore cerealicolo.
Secondo Coldiretti, nelle ultime settimane alcuni operatori starebbero cercando di acquistare il grano duro a 19 centesimi al chilogrammo durante la fase della trebbiatura, un prezzo ritenuto insostenibile per le aziende agricole.
“Diciannove centesimi rappresentano un insulto intollerabile per gli agricoltori”, sostiene l’organizzazione, che accusa commercianti e intermediari di contribuire al crollo delle quotazioni attraverso pratiche speculative.
L’associazione chiede controlli capillari sull’origine del grano, l’applicazione rigorosa delle norme contro le pratiche sleali e il divieto di importazione di cereali trattati con glifosate in Paesi dove tale sostanza è consentita.
Le richieste consegnate al prefetto
Nel documento presentato alla Prefettura, Coldiretti propone una serie di interventi urgenti: rafforzamento delle ispezioni lungo le filiere agroalimentari, contrasto alle frodi sull’origine dei prodotti, tutela del reddito agricolo e applicazione delle norme contro le vendite sotto costo.
“Occorre intervenire subito contro le pratiche sleali, rafforzare i controlli lungo tutta la filiera e fermare le speculazioni che stanno mettendo in ginocchio comparti strategici per l’agricoltura pugliese e nazionale”, ha dichiarato il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni.
La manifestazione di Bari si è svolta in contemporanea con quelle organizzate a Roma, Napoli, Bologna, Firenze, Palermo, Cagliari, Potenza, Campobasso, Ancona, Perugia, Pescara e Cosenza.













