La realizzazione della Diga di Palazzo d’Ascoli rischia di scontrarsi con un ostacolo inatteso: la presenza di impianti eolici autorizzati nell’area destinata all’invaso. Una situazione che il consigliere regionale Antonio Tutolo, presidente della IV Commissione consiliare, definisce “assurda” e che ha deciso di portare all’attenzione della commissione da lui presieduta.
“La vicenda degli impianti eolici nel luogo destinato alla costruzione della Diga di Palazzo d’Ascoli ha davvero dell’assurdo. Sarebbe il primo caso di offshore al contrario: prima le pale, poi l’acqua. È inaccettabile. Le esigenze del territorio vengono prima degli interessi privati. Quelle torri vanno spostate”, ha dichiarato.
Il rischio di bloccare un’opera attesa da decenni
La questione emerge proprio mentre il Governo ha rilanciato il progetto della diga attraverso il finanziamento di 9,5 milioni di euro destinati alla progettazione esecutiva nell’ambito del PNIISSI.
Secondo Tutolo, dopo decenni di attese, la scoperta della presenza di tre pale eoliche nell’area interessata dall’invaso rischia di compromettere definitivamente la realizzazione dell’opera.
“Dopo cinquant’anni di attese e progettazioni mai realizzate finalmente abbiamo ottenuto le risorse per un’infrastruttura fondamentale per la Capitanata. E invece scopriamo che tre pale eoliche insistono proprio nel punto in cui dovrebbe sorgere la diga. È una situazione paradossale che rischia di cancellare per sempre un’opera strategica”, ha affermato.
L’audizione in Commissione
Durante l’audizione, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio e i dirigenti della Sezione Transizione energetica hanno spiegato che, nel corso dell’iter autorizzativo del parco eolico di San Potito, non sarebbe stata rilevata alcuna interferenza con il progetto della diga.
L’autorizzazione ambientale rilasciata a livello ministeriale avrebbe infatti reso il procedimento autorizzativo obbligato. Diversa la situazione per gli impianti ancora in fase istruttoria, per i quali sarà possibile tenere conto del conflitto con il progetto dell’invaso.
Un’opera strategica per la Capitanata
Tutolo ha ricordato la rilevanza dell’intervento per il sistema agricolo provinciale. La diga dovrebbe garantire una capacità di invaso pari a 84 milioni di metri cubi d’acqua e consentire l’irrigazione di circa 42mila ettari di terreni.
Numeri che, secondo il consigliere regionale, potrebbero tradursi in un impatto economico di centinaia di milioni di euro ogni anno per l’intera Capitanata.
La richiesta di un tavolo con la società proponente
Per evitare che il progetto venga compromesso, il presidente della IV Commissione ha chiesto l’apertura immediata di un confronto con la società titolare dell’impianto eolico.
“Non si può finanziare la progettazione di un’opera epocale e, allo stesso tempo, autorizzare ciò che la rende impossibile. Difenderemo questa infrastruttura in ogni sede”, ha concluso.
La vicenda è destinata ora ad approdare anche all’attenzione del Governo, mentre la Regione e gli enti coinvolti saranno chiamati a individuare una soluzione che consenta di conciliare la produzione di energia rinnovabile con la realizzazione di una delle opere infrastrutturali più attese del territorio.













