La difesa dei diritti come elemento identitario della sinistra, la parità di genere nelle istituzioni e il lavoro come strumento di emancipazione. Sono questi alcuni dei temi affrontati da Silvia Salis, sindaca di Genova, intervenuta a Bari nell’ambito del festival “Woman & the City”, dove ha lanciato una serie di messaggi politici che, come sottolinea La Gazzetta del Mezzogiorno, hanno assunto i contorni di un vero e proprio manifesto progressista.
Accolta dal sindaco metropolitano di Bari Vito Leccese e reduce da un confronto con il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, Salis è stata intervistata dalla giornalista del Tg1 Micaela Palmieri davanti a una sala gremita.
I diritti e la critica al “raccontino populista”
Nel corso del suo intervento, la sindaca di Genova ha rivendicato il ruolo delle battaglie civili nella tradizione della sinistra.
“Le battaglie per i diritti sono il Dna della nostra politica di sinistra. Per noi amministratori progressisti è naturale”, ha affermato, respingendo l’idea che l’attenzione ai diritti possa distogliere dall’amministrazione concreta delle città.
“Non condivido il raccontino populista che difendere i diritti distrae da altre cose”, ha aggiunto, ricordando come un amministratore possa occuparsi contemporaneamente di trasporti, rifiuti e questioni sociali.
Educazione affettiva e salario minimo
Tra i temi affrontati anche quello dell’educazione affettiva nelle scuole.
“Sono per l’educazione sesso-affettiva agli studenti, anche se poi mi fanno titoli contro tipo ‘Salis per il sesso nelle materne'”, ha dichiarato, raccogliendo l’applauso del pubblico presente.
Altro passaggio particolarmente applaudito quello relativo al salario minimo. Salis ha ricordato la scelta adottata a Genova negli appalti comunali.
“A Genova abbiamo introdotto il salario minimo negli appalti comunali. È una battaglia di civiltà, il lavoro non può mai essere retribuito sotto una certa soglia”, ha detto.
La giunta più femminile d’Italia
Ampio spazio anche al tema della rappresentanza femminile.
“La mia è la giunta più femminile d’Italia”, ha rivendicato la sindaca, spiegando di considerare naturale valorizzare le competenze delle donne nei ruoli di vertice.
Secondo Salis, tuttavia, i numeri della presenza femminile ai livelli decisionali sono ancora insufficienti e richiedono ulteriori passi avanti.
L’affondo contro il governo Meloni
Il passaggio più politico dell’intervento ha riguardato le politiche nazionali sul lavoro e sul welfare.
“La fatica delle donne tra lavoro, famiglia e possibilità di sacrificarsi con i contratti part time è un tema su cui la politica deve agire”, ha osservato.
Da qui la critica all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
“Questo governo non ha migliorato il welfare. Resta una disparità salariale tra uomini e donne. Qui c’è il gender gap più alto dell’Unione Europea: siamo indietro”, ha sostenuto.
Pur riconoscendo il valore simbolico della prima donna alla guida del governo italiano, Salis ha aggiunto: “Siamo contenti per la prima donna presidente del Consiglio, ma si sarebbe potuto pensare a un influsso maggiore su questo tipo di politica”.
L’esempio delle donne nelle istituzioni
A margine dell’evento, parlando con i giornalisti, la sindaca ha insistito sulla necessità di aumentare la presenza femminile nelle assemblee elettive e negli enti locali.
“Bisogna aumentare la rappresentanza, partendo dalla base”, ha spiegato, sottolineando come la presenza di donne sindaco rappresenti un esempio importante per le nuove generazioni.
Nel ragionamento sono entrate anche figure come Adriana Poli Bortone e Fiorenza Pascazio, indicate come esempi di amministratrici capaci di trasmettere alle ragazze l’idea che determinati ruoli istituzionali siano realmente accessibili.
Le voci sul futuro politico
Infine, Salis ha evitato di alimentare le indiscrezioni che la indicano come possibile figura nazionale del centrosinistra.
“Vivo facendo la sindaca ogni giorno per la mia città, è questo quello a cui penso”, ha dichiarato, allontanando le ipotesi di una futura candidatura a ruoli nazionali.
Un messaggio che arriva mentre, come evidenzia La Gazzetta del Mezzogiorno, il suo profilo continua a guadagnare attenzione ben oltre i confini di Genova, alimentando il dibattito sul futuro della leadership nel campo progressista.










