Un attacco frontale al sistema delle nomine nella sanità pugliese. È quello lanciato da Mario Conca, ex consigliere regionale della Puglia, attraverso un lungo post pubblicato sui social, nel quale critica duramente le recenti designazioni dei direttori generali delle aziende sanitarie pugliesi.
Secondo Conca, dietro le nuove nomine non ci sarebbe alcuna reale discontinuità amministrativa, ma la prosecuzione di un modello politico consolidato negli anni. “Sempre dentro lo stesso sistema politico costruito prima da Vendola e poi perfezionato da Emiliano”, scrive l’ex consigliere regionale, chiamando in causa anche il sindaco di Bari ed europarlamentare Antonio Decaro.
Le accuse sul sistema delle nomine
Nel suo intervento, Conca sostiene che gran parte dei dirigenti scelti proverrebbero dall’area sanitaria barese e da ambienti vicini all’attuale governance regionale. L’ex consigliere parla apertamente di una “dirigenza amica” funzionale a garantire continuità al sistema di potere costruito negli ultimi anni.
Tra i nomi citati nel post compaiono dirigenti destinati a ricoprire ruoli nelle Asl pugliesi e negli ospedali regionali. Conca ricostruisce diversi passaggi professionali e incarichi ricoperti nel tempo da manager della sanità, sostenendo che si tratti degli “stessi uomini che girano nelle direzioni strategiche dal 2015 ad oggi”.
Il riferimento alla sanità foggiana
Nel lungo affondo social, l’ex consigliere regionale cita anche la situazione sanitaria della provincia di Foggia, facendo riferimento al Riuniti e ad alcune figure dirigenziali approdate nel territorio negli ultimi anni.
Conca attacca inoltre il sistema delle selezioni e richiama il tema delle assunzioni senza concorso attraverso il cosiddetto “15 septies”, denunciando una gestione che, a suo dire, avrebbe consolidato una rete di fedeltà politiche e amministrative.
“Pagano sempre i pugliesi”
La conclusione del post è particolarmente dura. “Altro che discontinuità, qui cambia la poltrona, ma il deretano resta identico… il nostro”, scrive Conca, sostenendo che le conseguenze delle scelte politiche ricadrebbero direttamente sui cittadini pugliesi.
L’ex consigliere regionale torna così ad attaccare il modello di gestione della sanità regionale già più volte contestato durante il suo mandato in Regione, rilanciando il tema del rapporto tra politica e governance sanitaria in Puglia.











