Una passeggiata serale con il proprio cane trasformata in un momento di paura e umiliazione. È quanto denuncia una lettrice di Foggia che ha scritto alla redazione de l’Immediato per raccontare un episodio avvenuto ieri sera all’interno del parco cittadino Diomedei.
Secondo il racconto della donna, i fatti sarebbero accaduti intorno alle 19:45, mentre nel parco erano presenti famiglie, coppie e cittadini intenti a trascorrere qualche momento di tranquillità.
La denuncia della lettrice
“Cinque ragazzini su quelle biciclette grandi, con ruote enormi, sfrecciavano nel parco disturbando le persone presenti”, scrive la donna nella mail inviata alla redazione. Il gruppo, secondo il suo racconto, avrebbe iniziato a provocare alcune persone sedute sulle panchine.
“Poco dopo ho sentito chiaramente uno di loro dire: “Andiamo a dare fastidio a quel ragazzo sulla panchina””, racconta ancora.
La situazione sarebbe poi degenerata nel giro di pochi istanti. “Mentre si spostavano verso quel ragazzo, si sono avvicinati a me e due di loro mi hanno sputato in faccia. Una cosa umiliante, schifosa e profondamente inquietante”.
“Bisogna avere paura di uscire al parco?”
Nella sua segnalazione, la lettrice pone anche una serie di interrogativi sul tema della sicurezza all’interno del parco Diomedei, uno dei principali spazi verdi cittadini frequentato quotidianamente da famiglie, anziani e sportivi.
“È normale che alle 19:45 una persona debba avere paura di uscire con il proprio cane in un parco pubblico?”, scrive. E ancora: “Possibile che in un parco così grande non ci sia alcun controllo? Nessuna presenza fissa? Nessun intervento? Bisogna aspettare che succeda qualcosa di ancora più grave?”.
L’appello alle istituzioni
La donna conclude la sua lettera con un appello rivolto alle istituzioni e agli organi competenti affinché vengano intensificati i controlli e garantita maggiore sicurezza all’interno dell’area verde.
“Credo che la sicurezza dei cittadini debba tornare a essere una priorità. Un parco dovrebbe essere un luogo di serenità e socialità, non un posto dove sentirsi vulnerabili o aggrediti”.











