Si infiamma il dibattito politico a Foggia sulla vicenda della cosiddetta “Stazione di posta” prevista nell’ex scuola Arpi di via Di Gioia. Dopo il Consiglio comunale, arriva il duro attacco del consigliere comunale di opposizione Nunzio Angiola, segretario provinciale del movimento politico Cambia, che parla apertamente di “operazione di propaganda” da parte della maggioranza e accusa l’amministrazione di aver illuso i cittadini.
La contestazione sulla mozione
Secondo Angiola, la seduta consiliare avrebbe mostrato “confusione, contraddizioni e scorrettezza politica”. Nel mirino dell’opposizione soprattutto la mozione inizialmente presentata dalla sindaca, definita “irrituale e irregolare”, con cui il Consiglio sarebbe stato chiamato ad esprimersi sulla realizzazione della struttura senza una posizione chiara dell’amministrazione.
Per il consigliere di minoranza, solo le proteste dell’opposizione e dei residenti presenti in aula avrebbero costretto la maggioranza a riformulare il testo.
“La verità – sostiene Angiola – è che i lavori continueranno regolarmente”. Nella mozione approvata, infatti, viene prevista “la prosecuzione dei lavori di ristrutturazione dell’immobile ex scuola Arpi di via Di Gioia, senza varianti di sede, al fine di salvaguardare il finanziamento PNRR e rispettare il termine del 30 giugno 2026”.
Il nodo del PNRR
Secondo Angiola, la parte più controversa riguarderebbe l’ipotesi di riconversione della struttura. La mozione approvata dà mandato alla sindaca di avviare un’interlocuzione con il Ministero del Lavoro per modificare la destinazione dell’immobile da “Stazione di posta” a generica “struttura sociale a favore delle fragilità sociali”.
Una prospettiva che il consigliere definisce “fumosa, improvvisata e priva di fondamento tecnico e giuridico”.
L’esponente di Cambia sottolinea inoltre come i controlli sull’utilizzo dei fondi del PNRR possano avvenire fino a dieci anni dopo l’erogazione delle risorse, evidenziando il rischio che eventuali modifiche possano comportare problemi legati alla restituzione dei finanziamenti.
“Una gigantesca operazione di facciata”
Angiola contesta anche la tesi secondo cui la nuova eventuale destinazione della struttura manterrebbe “la medesima finalità sociale” del progetto originario.
Secondo il consigliere, le misure dedicate alla marginalità estrema e ai senza dimora previste dal PNRR sarebbero completamente differenti rispetto ai servizi destinati ad anziani o disabili, sia per finalità che per parametri e obiettivi.
“In conclusione – afferma – quella approvata oggi è una mozione fragile sotto il profilo tecnico, ambigua sul piano amministrativo e profondamente ingannevole sotto quello politico”.
Per Angiola si tratterebbe di “una gigantesca operazione di facciata” costruita “per dare ai cittadini l’illusione di essere stati ascoltati, mentre nei fatti non cambia assolutamente nulla”.










