La mancata verifica sta procrastinando le fibrillazioni interne al campo largo foggiano. La sindaca Maria Aida Episcopo non sembra orientata a sostituire, come invece le viene richiesto, gli assessori Lorenzo Frattarolo e Daniela Patano per inserire in Giunta una postazione per i socialisti e la figura di un urbanista.
Né pare aver trovato altri nomi come city manager al di fuori di quello del segretario generale Alfredo Mignozzi.
I rapporti tra la prima cittadina e i pentastellati sono quanto mai tesi. Nessuna delle istanze chieste dal M5S, dalla rimozione dei due dirigenti al ramo all’Ambiente e ai Servizi Sociali alla nomina di un direttore generale, è stata finora realizzata da Episcopo.
“Noi non vogliamo far fallire il campo largo su Foggia – osserva il coordinatore provinciale Mario Furore -, mi dispiace anche che i cittadini stiano interpretando questa perdita di tempo come una rincorsa alle poltrone. Noi non abbiamo richiesto poltrone in più, il MoVimento 5 Stelle ha chiesto solo un cambio di metodo sulle posizioni organizzative e amministrative per snellire e sburocratizzare le procedure in Comune con la rotazione dirigenziale. E poi sui nostri assessorati abbiamo chiesto di essere messi nella condizione di lavorare meglio. Per quanto concerne la geografia serve un rispetto di tutte le forze del campo largo, ci auguriamo che questa crisi venga conclusa il prima possibile. Non ci appassionano i discorsi sulle poltrone, mentre vorremmo vedere realizzati i nostri programmi. Su alcuni temi la sindaca e il campo largo hanno lavorato molto bene, su altre tematiche si poteva lavorare molto meglio vedi Urbanistica e Lavori Pubblici, va chiuso quanto prima il Pug”.
Non sono pochi i consiglieri comunali di maggioranza che vogliono chiudere l’esperienza Episcopo. Senza un cambio di passo e un mini azzeramento l’amministrazione Episcopo rischia di infrangersi contro il timing del bilancio. “Capisco gli eletti e il loro malessere – rileva Furore -, tutti vogliono sentirsi coinvolti e avere un peso nella gestione di questa Giunta. Io credo che il principio con cui è partito il M5S è quello di riconoscere qualcosa a tutti per sentirsi tutti parte del progetto, non perché c’è bisogno di poltrone. Le postazioni sono finalizzate ad ottenere degli obiettivi”.
L’eurodeputato, nonostante certi piccoli screzi personali, non appare pentito della scelta fatta 3 anni fa, quando al tavolo della coalizione si impuntò sul nome della dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale ai danni di altre opzioni, prima fra tutte quella dell’imprenditore green, l’ingegner Marcello Salvatori. “Io voglio sperimentare nuovamente il campo largo. Abbiamo scelto Maria Aida Episcopo insieme al Pd perché volevamo una guida molto alta e molto pragmatica. È proprio con la stessa pragmaticità che chiediamo alla sindaca di chiudere quanto prima la crisi”.









