Nuovi accertamenti nell’inchiesta sull’omicidio di Dino Carta, il personal trainer 42enne ucciso a Foggia la sera del 13 aprile mentre portava a passeggio il cane a pochi passi dalla sua abitazione, in via Caracciolo.
Questa mattina i carabinieri del Ris di Roma hanno eseguito le analisi sugli abiti indossati dalla vittima la sera del delitto. Gli esami sono finalizzati a individuare eventuali tracce utili alle indagini e si sono svolti alla presenza, tra gli altri, del consulente della famiglia Carta, l’ex generale Luciano Garofano.
Nelle scorse settimane, sempre a Roma, erano già stati effettuati gli accertamenti balistici sul caricatore dell’arma che sarebbe stato presumibilmente perso dall’assassino durante la fuga dopo l’agguato.
Gli investigatori attendono anche gli esiti dell’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Alcune immagini avrebbero ripreso, sul luogo dell’agguato e poco prima dell’omicidio, una persona con il capo coperto da un cappuccio in sella a una bicicletta.
Al vaglio anche alcune tracce audio registrate da una telecamera condominiale. Nelle registrazioni si sentirebbero i quattro colpi di pistola esplosi contro Carta e, poco prima, un litigio al quale potrebbe aver preso parte la vittima.
Un altro elemento ritenuto potenzialmente utile riguarda il frame di una telecamera diffuso nei giorni scorsi dall’avvocato Michele Vaira, legale della famiglia Carta. Le immagini mostrerebbero uno scooter in transito e una donna, ripresi circa venti secondi dopo gli spari a pochi metri dal luogo dell’omicidio.
Il legale ha invitato la persona ripresa, la cui immagine non sarebbe nitida, a farsi avanti per fornire eventuali informazioni utili alla ricostruzione di quanto accaduto.
Al momento ci sarebbe una pista privilegiata che sarebbe sempre quella riconducibile alla morte di un 39enne pregiudicato il 22 ottobre 2023. L’uomo cadde da un’impalcatura di via Caracciolo 7, stessa palazzina di Carta, dove abitano anche i genitori dello sportivo. I parenti del deceduto potrebbero aver maturato nel tempo un risentimento nei confronti della vittima.
L’indagine è coordinata dalla Procura di Foggia e condotta dai carabinieri, che continuano a lavorare per ricostruire movente, dinamica e identità dell’autore dell’agguato.









