A Foggia rischia di aprirsi un caso sulla manutenzione obbligatoria degli impianti termici. A lanciare l’allarme è il sindacato degli impiantisti termoidraulici della Claai, la Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane, che denuncia il blocco del portale attraverso il quale le aziende del settore devono trasmettere i risultati delle verifiche sugli impianti all’ente certificatore.
La questione riguarda oltre 44mila caldaie presenti nel capoluogo. Secondo Claai, la manutenzione prevista dalla legge e la certificazione della regolarità degli impianti, il cosiddetto “bollino”, sarebbero oggi a rischio perché le imprese non avrebbero più la possibilità di caricare gli esiti degli interventi effettuati.
“Si tratta di un pasticcio burocratico paradossale”, afferma Pietro Pipitone, vicepresidente del sindacato impiantisti della Claai. “Il Comune non ha rinnovato l’incarico alla sua società strumentale, la AMService, scaduto a dicembre, e non ha provveduto a individuare un soggetto alternativo”.
Dopo tre mesi di proroga, spiega ancora Pipitone, dal 31 marzo il portale risulterebbe chiuso. Una situazione resa ancora più complessa dal fatto che, secondo l’associazione, AMService starebbe comunque svolgendo ispezioni sugli impianti precedentemente censiti. “Laddove fossero presenti irregolarità – si chiede Pipitone – l’azienda manutentrice a chi dovrebbe comunicare l’avvenuta risoluzione?”.
A parlare di una situazione ormai non più sostenibile è anche Pasquale Vitale, presidente del sindacato degli impiantisti Claai. “Nei fatti si sta perpetrando un’interruzione di pubblico servizio, consentita dalla legge solo per eventi assolutamente straordinari”, sostiene. “Al rilevantissimo danno economico subito dalle nostre aziende si somma l’impossibilità di adempiere a un obbligo stabilito per legge, per tacere delle incognite legate all’ambiente e alla sicurezza dei cittadini”.
Da qui la richiesta al Comune di Foggia di intervenire senza ulteriori ritardi. “Il portale va immediatamente ripristinato”, aggiunge Vitale, sottolineando la disponibilità dell’associazione al confronto con l’amministrazione. “Abbiamo manifestato la massima disponibilità all’interlocuzione e al dialogo, in un clima collaborativo e rispettoso; purtroppo però continuano a mancare risposte concrete. In questa situazione saremo costretti a percorrere altre forme di mobilitazione”.
Sulla vicenda interviene anche Alessia Di Franza, segretario di Claai Foggia, che chiarisce la posizione dell’associazione. “Non siamo interessati alle polemiche, tanto meno a entrare nel merito di scelte che competono alla pubblica amministrazione. Ma non è tollerabile che questa inerzia ingiustificata penalizzi senza ragione centinaia di imprese, quasi sempre di piccole dimensioni, che sono il cuore del tessuto produttivo della nostra città”.
Secondo Claai, le imprese del settore avrebbero contribuito negli anni a mantenere alto il livello di regolarità degli impianti termici di privati e aziende, con una percentuale che si aggirerebbe intorno al 95%. “Imprese che non sono numeri astratti – conclude Di Franza – ma persone e famiglie che chiedono solo di poter fare con serenità il proprio lavoro”.









