Un collegamento energetico lungo circa 600 chilometri unirà Foggia a Forlì attraverso un cavo elettrico sottomarino destinato a rivoluzionare il sistema nazionale. È questo il cuore del progetto della nuova dorsale adriatica, per il quale è partita la fase di consultazione pubblica con incontri e momenti di confronto sui territori coinvolti.
L’infrastruttura, che collegherà Puglia ed Emilia-Romagna, rappresenta uno degli interventi più rilevanti per il potenziamento della rete elettrica italiana e per l’integrazione tra le diverse aree del Paese.
Un’opera strategica per il sistema energetico
Il progetto prevede la realizzazione di un collegamento in tecnologia HVDC, ovvero in corrente continua ad alta tensione, lungo circa 600 chilometri, di cui oltre 500 sottomarini. L’obiettivo è rafforzare il corridoio adriatico, aumentando in maniera significativa la capacità di scambio di energia tra Sud e Centro-Nord.
Un intervento che punta non solo a migliorare l’efficienza del sistema elettrico, ma anche a garantire maggiore sicurezza e robustezza della rete, in linea con le esigenze della transizione energetica e dell’integrazione delle fonti rinnovabili.
Consultazioni e incontri tra territori
La procedura prevede una serie di appuntamenti pubblici e istituzionali. Il 4 maggio è in programma un primo vertice online con la Regione Emilia-Romagna, mentre il 13 maggio si terrà un incontro a Ravenna con le comunità locali e i soggetti interessati.
Successivamente, il 16 maggio, è previsto un secondo confronto online con la Regione Puglia e i territori coinvolti lungo il tracciato, tra cui Foggia, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Manfredonia.
Gli incontri serviranno a illustrare il progetto, raccogliere osservazioni e approfondire anche le ipotesi localizzative delle nuove infrastrutture.
Un collegamento che guarda al futuro
La dorsale adriatica Foggia-Forlì si inserisce nel più ampio piano di sviluppo della rete elettrica nazionale, con l’obiettivo di rendere il sistema più flessibile e capace di rispondere alle nuove sfide energetiche.
L’opera è considerata un tassello fondamentale anche per i futuri collegamenti “Hypergrid”, destinati a migliorare la capacità di trasporto dell’energia su lunga distanza e a sostenere la crescita delle rinnovabili.
Per la Capitanata, il progetto rappresenta una infrastruttura strategica che rafforza il ruolo del territorio nel sistema energetico nazionale, proiettandolo al centro delle nuove dinamiche di sviluppo.










