Un diverbio nato in palestra e degenerato in un agguato mortale. È una delle piste seguite dagli inquirenti per fare luce sull’omicidio di Dino Carta, il personal trainer ucciso la sera di lunedì 13 aprile in via Caracciolo, a Foggia, mentre portava a spasso il cane sotto la propria abitazione.
La dinamica dell’agguato
Il delitto si è consumato intorno alle 22, a breve distanza dallo stadio comunale. Secondo le prime ricostruzioni, l’assassino avrebbe agito con estrema rapidità e precisione. Quattro i colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata, poco più di un metro, che non hanno lasciato scampo alla vittima, morta sul colpo.
Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’agguato e individuare il movente, al momento ancora avvolto nell’incertezza.
La figura dell’uomo in bicicletta
Tra gli elementi al vaglio c’è la presenza di un individuo ripreso dalle telecamere di videosorveglianza mentre si allontana dal luogo del delitto in sella a una bicicletta. L’uomo aveva il volto coperto da un cappuccio ed è, al momento, una figura chiave per le indagini.
Non risultano ancora sospettati ufficiali né persone condotte in caserma. Gli inquirenti dispongono soltanto di una sagoma, che potrebbe però rivelarsi decisiva per risalire all’autore dell’omicidio.
La pista del litigio in palestra
Tra le ipotesi investigative più battute c’è quella di un litigio avvenuto in palestra, che potrebbe aver innescato una escalation culminata nell’agguato. Si tratta di una pista ancora tutta da verificare, su cui gli investigatori stanno concentrando parte degli accertamenti.
Chi era Dino Carta
Molto conosciuto e apprezzato in città, Dino Carta era un personal trainer senza precedenti penali. Negli ultimi anni si era avvicinato alla fede e al volontariato, diventando ministrante nella parrocchia di San Francesco Saverio, nel centro di Foggia.
Era particolarmente attivo durante le celebrazioni religiose, fino alle ultime festività pasquali. Lascia due figlie: una di 12 anni, nata da una precedente relazione, e una di appena 9 mesi avuta dall’attuale moglie, sposata nel 2024. Entrambe portano come secondo nome Pia, in segno di devozione a San Pio.
Le indagini in corso
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Gli inquirenti stanno proseguendo con gli accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda e individuare il responsabile dell’omicidio.









